vastoweb.com - Portale di informazione su Vasto e Abruzzo. Commercio, Servizi, Turismo.

Alla scoperta di Manuel Giandonato, il 21enne di Casoli 'cresciuto' nella Juventus

Più informazioni su

VASTO. Si chiama Manuel Giandonato, è nato a Casoli il 10 ottobre del 1991 figlio di Mario, allenatore di calcio, ed oggi veste la maglia del Vicenza, in serie B, dove è stato girato in prestito con diritto di riscatto dalla Juventus, sua società di appartenenza.

Lo abbiamo avvicinato telefonicamente per ripercorrere le sue tappe calcistiche che lo hanno portato a giocare prima un campionato Giovanissimi nel Lanciano. Nella stagione 2004-2005 passa ai Giovanissimi del Pescara. Dal 2005 fa parte delle giovanili della Juventus con le quali vince il Torneo di Viareggio 2010. Debutta in prima squadra in Serie A il 6 febbraio 2010 all’84’ di Livorno-Juventus (1-1).

Nella stagione seguente, il 26 agosto entra all’85’ di gara nel ritorno del play-off di Europa League contro gli austriaci dello Sturm Graz; il 4 novembre successivo gioca da titolare nella medesima competizione nella sfida interna contro il Salisburgo venendo poi sostituito al 51′. Il 19 dicembre gioca la sua seconda partita in Serie A, la prima del nuovo campionato, in Chievo Verona-Juventus (1-1), iniziando da titolare e venendo espulso al 52′. Torna a giocare in occasione della partita persa 1-0 contro il Parma giocata il 15 maggio 2011 schierato da titolare ma sostituito nel secondo tempo. Conclude la sua seconda stagione con 4 presenze: 2 in Serie A e 2 in Europa League. Il 31 agosto 2011, ultimo giorno di calciomercato, passa in prestito al Lecce insieme al suo compagno di squadra Cristian Pasquato. Termina la stagione con 8 presenze in Serie A.

Alla fine del prestito ritorna alla Juve. Dal 28 agosto 2012 è invece, come già detto, in forza al Vicenza.

Allora Manuel, è tutto giusto quello che ho scritto sopra?

“Si è tutto giusto, il mio percorso calcistico è proprio quello che hai appena detto.
Cominciamo dall’inizio. Dall’oggi al domani ti sei ritrovato catapultato nel mondo Juve. Innanzitutto come è avvenuto il tutto e poi che impressione hai avuto al tuo arrivo?
Io sono stato un anno a Pescara. Poi è capitato che mi sono trovato a disputare un torneo a Roma dove lì c’erano degli osservatori della Juve. A fine campionato poi  sono stato chiamato per un torneo di fine stagione a Torino. Appena arrivato ho disputato alcune gare ma si era già capito l’ambiente che si respirava da quelle parti. Avevo 13 anni, ma ho trovato una società che mi ha messo tutto a  disposizione. E la prima cosa che mi è stata detta che in caso fossi stato preso avrei dovuto immediatamente tagliare i capelli. Ho poi capito di essere stato preso quando  tornando a Casoli con mio padre ho ascoltato una sua telefonata con mio zio. Non me lo hanno detto subito perché ero ancora a scola e dovevo svolgere gli esami di terza media, quindi non volevano distrarmi. Quando però me lo hanno comunicato ufficialmente sono stato felicissimo.
Quella dove sei arrivata tu era ancora la Juve stratosferica degli Ibra, Viera, Nedved, ed anche di Moggi e Giraudo. Come hai vissuto le varie fasi, anche quelle successive post calciopoli?
Io sono arrivato che avevo 13 anni e vedevo i campioni di cui hai fatto i nomi solo quando si allenavano ma poi capitava di trovarsi a prendere tutti insieme il materiale per allenarsi e per me era una esperienza bellissima. Poi per quanto riguarda calciopoli l’ho vissuta dall’esterno e non con particolare interesse. C’è però da dire che in quegli anni la Juve era di un altro pianeta e non credo avesse bisogno di aiuti per vincere le partite”.

Immagino che tu sia molto legato a Ciro Ferrara che hai avuto come primo allenatore e poi ti ha spesso convocato in Under21, vero?

“Si lo ho avuto come direttore del settore giovanile prima e poi in prima squadra mi ha portato lui. Le prime convocazioni sono arrivate con lui. Mi sento molto legato al mister”.

Immagino che tu sia il vanto dei tuoi concittadini. Se non sbaglio da Casoli non è mai uscito un campione di questo livello?

“Io quando torno a Casoli cerco sempre di passare inosservato, mi piace stare con gli amici di sempre però c’è gente che viene a chiedere, vuole sapere com’è il mondo del calcio professionistico. So che ci sono amici che mi seguono ed il sabato in un locale guardano le partite del Vicenza”.

Il fatto di avere il papà allenatore ti ha aiutato nella tua crescita professionale?

“Mi ha aiutato non tanto per il fatto di essere allenatore. Non mi ha mai fatto pressioni e non ha mai condizionato le mie scelte. Lui mi ha sempre detto che se volevo fare il calciatore doveva essere solo una mia scelta poi è normale che mi da qualche consiglio tecnico, anzi sono io a chiamarlo e chiedere. Ovviamente lui evidenzia sempre le cose negative, raramente mette in risalto le cose buone che ho fatto”.

Oggi sei in B col Vicenza ma dimmi la verità, avresti voluto provare a convincere Antonio Conte a darti una possibilità?

“Io non sono mai stato in condizione di poter far vedere il mio valore a mister Conte. Anche l’anno scorso sono andato in ritiro due settimane dopo l’inizio. Poi anche con la struttura che ho ci metto tempo per entrare in forma, sono alto 1,88 per 80 kg quindi capisci benissimo. L’anno scorso a Lecce purtroppo non è andata come volevo,. Quest’anno però non sono partito in ritiro con la Juve e quindi spero che mi veda quest’anno. Se col Vicenza avrò la possibilità di giocare con continuità sono convinto di poter dimostrare il mio valore anche perché il campionato di serie B è tornato ad essere molto seguito dagli osservatori”.

Ad un certo punto, questa estate, eri entrato nella trattativa che avrebbe dovuto portare Verratti alla Juventus. C’è un po’ di rammarico per non aver potuto dimostrare il tuo valore con la maglia biancoazzurra ed in serie A?

“Io sarei stato felicissimo di poter giocare con il Pescara anche perché sarebbe stato un ritorno a casa L’anno scorso ho seguito la cavalcata verso la serie A. C’è un pubblico meraviglioso e lo stadio è sempre pieno. Sarebbe stato davvero un sogno ma purtroppo non se n’è fatto nulla”.

Questo è Manuel Giandonato, un ragazzo partito da Casoli ed approdato nel calcio che conta. Ha comunque dimostrato di essere un ragazzo umile con tanta voglia di crescere e dimostrare a tutti le sue reali qualità. Noi, ovviamente, gli facciamo un grosso in bocca al lupo.

Michele Cappa

Più informazioni su