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L'ex direttore del Tg1 Borrelli sul caso e la sentenza del caso Sallusti

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VASTO. Dall’Abruzzo, Il noto giornalista RAI, Giulio Borrelli, ex corrispondente da New York e da poco ritiratosi nella sua Atessa, dove tra l’altro ha partecipato, nella scorsa primavera, alla competizione elettorale come candidato Sindaco, vittoria poi sfumata per una manciata di voti, è da noi stato avvicinato per una chiacchierata al fine di conoscere il suo punto di vista su alcune tematiche nazionali  ma che, in un certo modo, riguardano anche il nostro territorio.

Dottor Borrelli, intanto vorrei avere una sua opinione sul tema caldo, ovvero sul caso Sallusti e sulla libertà di stampa di cui tanto si sta parlando anche perché è un problema che potrebbe coinvolgere in futuro pure le piccole testate che poi non avrebbero la risonanza mediatica del direttore de IL GIORNALE.

“Io ho una posizione leggermente diversa dai miei colleghi ed esco un  po’ fuori dal coro. Il fatto grave, di tutta questa vicenda, è l’arresto ma purtroppo lo prevede la  legge. Il problema è proprio l’articolo del codice penale che prevede la reclusione. E’ evidente che una pena, per chi diffama a mezzo stampa, ci debba essere. Non ci può essere il carcere per una pena d’opinione ma al limite una multa ed un risarcimento danni al soggetto diffamato Nella sostanza la cosa è grave dal punto di vista deontologico del giornalista.  La sentenza della Cassazione spiega bene cosa è successo. Il caso cui si riferisci il reato è molto grave perché si tratta di tutelare due diritti costituzionali, ovvero la liberta di stampa e quello del diritto di libertà della persona.  Nel caso specifico l’articolo incriminato si riferisce alla vicenda di una ragazzina di 13 anni che, rimasta incinta, aveva deciso di abortire. In questa vicenda la madre era assolutamente  d’accordo con la figlia mentre il padre no. Toccò quindi al giudice tutelare autorizzare l’aborto. Il quotidiano “Libero”, nel pezzo incriminato, lo definiva come aborto coercitivo, cioè ordinato dal giudice e nel commento diceva che se ci fosse la pena di morte andrebbe applicata al giudice ed ai genitori. Questo caso però era stato smentito da tutti i giornali che avevano ben riportato i fatti. Nonostante questo, Libero racconta i fatti in maniera falsa e poi c’è il commento pesante appena citato. Questo fatto deve essere assolutamente sanzionabile. Il reato c’è perché è un falso e inoltre c’è un giudice che viene diffamato nell’esercizio delle sue funzioni. Tale reato deve essere sanzionato come già detto con una multa e non con il carcere. E poi ci deve essere anche la rettifica della notizia, però fatta immediatamente e non dopo aver scritto per giorni sempre la stessa versione dei fatti”.

Passiamo ora ad un altro caso, ovvero alla scandalo scoppiato nella Regione Lazio che forse ha smosso qualcosa. E’ di oggi la notizia che la regione Abruzzo vorrebbe tagliare alcuni dei famigerati costi della politica di cui abbiamo già reso conto su vasto web. Qual è la sua opinione in merito?

“La cosa è stata decisa tempo addietro nel corso della conferenza delle regioni  quindi hanno aderito tutte le regioni d’Italia non solo la nostra. Se la cosa verrà applicata la ritengo una decisione importante e giusta. Mi meraviglio solo che c’è voluto lo scandalo del Batman della regione Lazio per arrivare a questo mentre si poteva fare già da tempo. Il fatto che le regioni  siano diventate uno sperpero di denaro pubblico non c’era bisogno di batman e la polverini per saperlo. Si sa che viene usata, in maniera spropositata, la possibilità di utilizzare i fondi a proprio piacimento. Questa è una cosa che assolutamente va cambiata”.

La crisi sta avvolgendo il nostro territorio con gravi ricadute in termini anche di occupazione. Quali scenari vede per il futuro di una zona che poggia tutto o quasi sull’automotive?

“Questo è Il problema più serio che dovrebbe essere in cima ai pensieri degli amministratori locali, imprenditori e governo. Non esiste una soluzione facile ed immediata visto che la crisi riguarda tutta l’Eurozona . Ci vorrà tempo affinché possa essere risolta e quindi  avere come aspetto centrale ed essenziale quello dell’occupazione. Questa crisi deve servire per integrare ed allargare la base produttiva. Non si può pensare di centrare tutto su automobile e moto anche perché si vendono sempre meno macchine e sempre meno motociclette. E’ per questo che ci vuole una visione diversa rilanciando agricoltura, turismo e tutte quelle altre attività accantonate o usate male. Queste devono avere un’incidenza maggiore. E’ una crisi che richiederà tempo ma anche degli investimenti pubblici e privati”.

Questo dunque il pensiero di una delle firme più importanti della televisione di Stato e che a breve torneremo ad ascoltare su altri temi di sicuro interesse.

Michele Cappa

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