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"E' ancora emergenza rifiuti", la denuncia del partito della Rifondazione comunista

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CHIETI. Il Partito della Rifondazione Comunista torna a denunciare l’emergenza rifiuti in Abruzzo.
E’ notizia dei giorni scorsi l’ultimo capitolo di una emergenza continua, che non sembra aver fine e su cui sembra non si voglia affatto intervenire concretamente: in alcuni Comuni della Provincia di Chieti la raccolta differenziata si è bloccata in quanto si sono visti rifiutare, dall’oggi al domani, il conferimento dell’organico negli impianti del Civeta dal momento che le vasche di trattamento risultavano essere “quasi tutte piene a causa di una grande mole di conferimenti” (così riportato da organi di stampa).

Alcuni comuni, dopo aver contattato altri Consorzi abruzzesi, sono stati costretti addirittura a conferire la frazione organica in un impianto in Emilia Romagna, ovviamente con maggiori oneri che ricadranno come sempre sulla collettività. I cittadini si trovano, così come per sanità e acqua, a pagare colpe non proprie, ma invece addebitabili interamente a carenze gestionali e a gravi errori di altri.

Davanti a quanto accaduto nei giorni scorsi ci chiediamo come sia possibile ipotizzare la trasformazione di impianti, che già oggi, per responsabilità dei suoi amministratori, non soddisfano le esigenze locali, in poli “ecologici” a servizio dell’intera Regione.
La gestione dei rifiuti si trova quindi ancora a scontare inefficienze e gravissimi ritardi gestionali. La direttiva europea 98/2008 e la legislazione italiana prevedono, entro la fine del 2012, il raggiungimento di precise percentuali di raccolta differenziata (65%). L’Abruzzo continua ad allontanarsi dall’Europa e a vivere “alla giornata”, con una gestione che non risolve minimamente l’emergenza. La dimostrazione più lampante è data dal Pescarese dove, nei prossimi giorni, scaduti, senza che nulla sia stato fatto, i 6 mesi di “gestione provvisoria” successivi all’emergenza di marzo, dovuta alla chiusura anticipata della discarica “Colle Cese” di Spoltore, si rischia il blocco totale della raccolta dei rifiuti o il proseguire di una gestione totalmente precaria, avvantaggiando ulteriormente la posizione semi-monopolistica di DECO.

Il Partito della Rifondazione Comunista torna a chiedere, come già nei mesi scorsi, che si ponga fine all’approssimazione e al perdurare di questa inaccettabile situazione. L’Abruzzo punti ad una gestione integrata dei rifiuti europea e realmente virtuosa, senza scorciatoie inutili, costose e dannose.
Basta ricordare come si risolse l’emergenza rifiuti a Milano del 1995, ovvero puntando su raccolta differenziata spinta e sulla realizzazione di impianti a servizio della stessa (in primis impianti di compostaggio), senza più scavare buchi nel terreno o inventandosi progetti faraonici.
La stessa Confindustria lombarda comprese l’occasione storica di fare impresa con l’industria del riciclo e del recupero; altro che inceneritori e fantomatici poli “ecologici”!

V/Red

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