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Atessa, lite nella maggioranza dopo l'abbandono dell'aula

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ATESSA.   Dopo le infuocate polemiche per l’abbandono dell’aula, da parte della maggioranza di centrodestra, nell’ultima seduta del consiglio comunale, mentre si discuteva una interrogazione sulla scuola, il capogruppo Gianleucio Palena scarica le responsabilità sul presidente dell’assemblea, Rocco Menna. Lo scontro tra sindaco Cicchitti e l’opposizione, guidata da Giulio Borrelli, è avvenuto sul mancato acquisto dei banchi per una classe elementare che segue il progetto sperimentale “scuola senza zaino”.    
  La discussione sulla interrogazione consiliare si svolge così: il sindaco (o chi per lui) risponde; l’interrogante dichiara e motiva la sua soddisfazione o insoddisfazione. La storia finisce lì. Questa è una consolidata prassi. L’art.23 del regolamento (invocato dal centrodestra, in questi giorni) non aiuta a trovare la soluzione. E’ la prassi, una prassi parlamentare che i Comuni (quasi tutti), non solo quello di Atessa, seguono sempre.
   Che cosa è accaduto, invece, nell’ultima seduta? Dopo la replica del Movimento per Atessa Unita (per l’opposizione ha parlato Tito Antonini) è intervenuto di nuovo il sindaco. Gli è stato permesso; la maggioranza non ha battuto ciglio. Tra l’altro Cicchitti ha lanciato accuse personali contro Antonini, che ha un figlio in quella scuola.   A quel punto, anche per fatto personale, l’esponente della minoranza avrebbe dovuto rispondere. Il sindaco non lo ha permesso. E’ intervenuto Borrelli per chiedere il rispetto del diritto della minoranza a replicare, ma Cicchitti e la maggioranza hanno abbandonato l’aula, impedendo che la discussione continuasse.
   Ora Palena scarica le responsabilità su Menna, presidente del consiglio. Fanno parte entrambi della maggioranza di centrodestra. “ Menna non avrebbe dovuto  -afferma Palena-  dare la parola al sindaco per la controreplica” e riaprire, di fatto,  la discussione.   “ Prendiamo atto -incalza Borrelli- che vogliono far diventare Menna il capro espiatorio di una giornata indecorosa nella vita del consiglio comunale, ma mi sembra ingeneroso. Perché la maggioranza non ha aperto bocca per dire al presidente del consiglio che stava sbagliando, quando ha parlato di nuovo il sindaco sulla nostra interrogazione, e ha inscenato quella precipitosa fuga dall’aula  allorché la parola è stata data alla minoranza? Io penso -aggiunge il capogruppo del M.A.U.- che sia la sostanza a infastidire: alla base della nostra interrogazione c’è la richiesta di spiegazioni del perché non si siano trovati 700 euro per acquistare i banchi per una scuola elementare e siano stati, invece, spesi 1.400 euro (presi, tra l’altro, dal Fondo di riserva) per la sfilata del 4 novembre che, in tempo di crisi, si sarebbe potuta svolgere in modo più sobrio, rispettando i caduti in guerra, la storia d’Italia e le ristrettezze di bilancio”.

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