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Omicidio Di Tullio: nessun perdono. I familiari dell'ucciso chiedono giustizia

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CASALBORDINO. Sono in attesa del processo alla persona che ha ucciso il loro congiunto, i familiari di Gabriele Di Tullio, l’uomo scambiato per un cinghiale e ucciso con una fucilata la notte del 31 luglio scorso mentre raccoglieva pannocchie di granturco nella campagna del fratello Alfonso. Le figlie della vittima sono assistite dall’avvocato Pompeo Del Re. Quest’ultimo contesta l’accusa di omicidio colposo a carico dell’indagato, F.T., 60 anni, amico dello sfortunato Gabriele. “La notte dell’omicidio c’era la luna piena. Come ha fatto F.T. a scambiare un uomo per un cinghiale?”, chiede l’avvocato Del Re che prepara altre clamorose rivelazioni. Resta da chiarire se Gabriele Di Tullio poteva essere salvato o meno. Questo potranno stabilirlo solo i periti incaricati di esaminare i risultati dell’esame autoptico e l’esame balistico. La battaglia legale si annuncia piuttosto serrata. Le figlie di Di Tullio intendono costituirsi parte civile e lo stesso un altro fratello della vittima, Giuseppe assistito dall’avvocato Angela Pennetta. Nessuno di loro al momento intende perdonare chi ha ucciso Gabriele.

paolacalvano@vastoweb.com

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