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Arrestato per il tentato omicidio della madre va in un istituto di recupero

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VASTO. Una sola coltellata alla gola della madre poi l’abbandono della casa. Per G.M. 17 anni, studente albanese residente a Vasto fu l’inizio di una travagliata vicenda giudiziaria che lo ha portato in carcere con l’accusa di tentato omicidio. I fatti risalgono allo scorso mese di luglio. Ieri il ragazzo ha ottenuto la revoca della misura cautelare. Non è stato facile per il suo difensore, l’avvocato Massimiliano Baccalà dimostrare che il giovane non voleva uccidere la madre. “Al culmine di una furibonda lite il ragazzo colpì la mamma con un coltellata alla gola solo per difendersi” ha ribadito ieri il difensore. “Il suo è stato un eccesso colposo di legittima difesa”, ha affermato il legale. I giudici aquilani del tribunale per i minori, hanno accolto la richiesta di scarcerazione depositata dall’avvocato Baccalà disponendo il trasferimento di G.M. a Roma in una comunità di recupero. Il difensore ha ottenuto per il suo assistito anche il giudizio con il rito abbreviato. L’udienza è stata fissata al 6 febbraio 2013. Il 22 luglio il diciassettenne venne fermato dai carabinieri ad un posto di blocco mentre si allontanava da Vasto nell’auto di un amico. Il giovane era sporco di sangue. Il particolare insospettì i militari. Messo alle strette il ragazzo ammise di aver litigato con la mamma. I carabinieri raggiunsero la casa della donna e la trovarono distesa sul letto in un lago di sangue. Accanto a lei un coltello da cucina sporco di sangue. Trasferita al San Pio la donna venne sottoposta ad un delicato intervento chirurgico d’urgenza. “Il mio cliente si è solo difeso. Fra madre e figlio è scoppiata una lite e lui per difendersi ha usato un coltello”. Il 6 febbraio l’avvocato cercherà di convincere i giudici che le cose sono andate proprio così. 

paolacalvano@vastoweb.com

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