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Continua il dibattito a Casalbordino sulla croce che adorna la rotatoria

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CASALBORDINO. La rotatoria di Casalbordino continua ad essere al centro di commenti ed opinioni. Dopo il parere di Stefania e di altri lettori di Vasto web residenti in paese, riceviamo e leggiamo quello del signor Alessio DI Florio:  “Da cittadino di Casalbordino vorrei esprimere il mio personalissimo punto di vista sulla vicenda. Sinceramente non vedo più, al contrario della Stefania citata nell’articolo, tutto questo fermento in paese intorno a quella rotonda: da persona che, da anni, cerca di essere presente nella vita sociale, culturale e politica locale non vedo più praticamente alcun interesse intorno a quella rotonda da mesi, ovvero da poco dopo il completamento dei lavori (quelli si che hanno interessato moltissimi, anche perché l’opera era attesa da molti anni). Scendendo nel merito, m’intristisce dover leggere che la croce immalinconisce e che si sarebbe preferito aver altri “addobbi”. Quella Croce non è un semplice “addobbo”, come le luminarie e oggetti vari che in periodo natalizio sono protagoniste nelle nostre case, ma è una testimonianza viva (una delle 3, le altre due sono posizionate poco più sotto nella stessa strada nei pressi dell’incrocio per Pollutri e all’ingresso nord del Paese, vicino la storica “Villa Comunale”, luogo privilegiato di decine e decine di generazioni di bambini e teatro negli anni migliori di Casalbordino di tantissime feste, a partire da quelle de “L’Unità”) di un evento che decenni or sono ha visto protagonista la nostra comunità: il passaggio di una “missione di strada” che entrò nelle nostre case e, come in tanti altri luoghi d’Italia ancora oggi avviene, incontrò le famiglie della nostra comunità. Quella Croce era già presente in quell’incrocio, all’angolo della zona cimiteriale. La costruzione della rotonda ha permesso di darle una posizione molto più centrale e renderla molto più visibile, oltre che farne oggetto di un recentissimo restauro.
Casalbordino ha una straordinaria storia culturale, sociale e religiosa. Sta vivendo, ormai da tantissimi anni, una fortissima crisi che sta portando a dimenticare il proprio passato e all’impoverimento della vita sociale (chissà, forse anticipando di molti anni l’attuale crisi globale…). Moltissimi sono ormai convinti, tanto per fare due esempi, che P. Settimio Zimarino sia solo il nome di una scuola e quasi nessuno ricorda i fasti della Tipografia De Arcangelis (nonostante la pubblicazione di alcuni importantissimi volumi alcuni anni fa grazie al lavoro dell’Associazione Culturale Nuovo Umanesimo, patrocinato dall’Istituzione Comunale). La storia religiosa, che è parte importantissima di questa storia e che è centrale per Casalbordino (a partire dalla Basilica della Madonna dei Miracoli e dalla sua Festa l’11 Giugno, senza dimenticare che le parrocchie sono forse l’unica realtà sociale e culturale che ha resistito nei decenni e ha scritto pagine importantissime della storia di ogni casalese), è l’unica che resiste e si arricchisce ancora. Ricordare l’arrivo, tanti anni fa, di una “missione di strada”, donare ad un importante segno storico come la Croce una grande importanza, renderla centrale e quasi “biglietto da visita” del nostro Paese non dovrebbe immalinconirci.  Dovremmo essere orgogliosi della storia del nostro Paese, impegnarcitutti nella sua riscoperta e valorizzazione, non vergognarcene o nasconderla (si doveva forse farla sparire quella Croce?)!!!”.
tizianasmargiassi@vastoweb.com

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