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Omicidio Strever: gli investigatori non si fermano neanche a Natale

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VASTO. Oggi è la vigilia di Natale ma gli investigatori continuano a lavorare per scoprire chi ha ucciso Michela Strever. Potrebbe essere una telacamera a svelare chi ha ammazzato la pensionata trovata morta dal fratello Antonio. I proprietari di una delle villette della zona infatti qualche mese fa a scopo preventivo hanno installato all’esterno della loco casa un impianto di videosorveglianza. Chiunque la mattina del 19 dicembre ha raggiunto la casa di Michela Strever deve essere passato a pochi metri dall’obiettivo. L’occhio della telecamera potrebbe aver catturato l’assassino sia quando è arrivato che quando è fuggito. I magistrati nelle ultine 48 ore hanno ascoltato moltissime persone. Non solo parenti. Gli investigatori in particolare stanno verificando se gli autori della tentata rapina subita dalla Strever l’estate scorsa possano avere in qualche modo a che fare con l’aggressione letale subita dalla poveretta.Non è escluso che anche questa volta all’origine dell’omicidio ci sia la droga. L’assassino di Michela Strever come i presunti responsabili della morte di Albina Paganelli e dei coniugi Del Vecchio potrebbe avere problemi di tossicodipendenza. Gli investigatori sono tornati a chiedere ai Ris di velocizzare al massimo le analisi del Dna e dei reperti recuperati accanto al letto in cui Michela è stata trovata legata. Il casolare del delitto per il momento resta sotto sequestro. Nessuno può avvicinarsi. Ieri mattina molti vastesi hanno raggiunto il cimitero per andare a pregare sulla tomba della settantatreenne. “Era davvero una persona buona. E’ stato assurdo e crudele picchiarla, legarla e soffocarla. Una ferocia ispiegabile che deve essere punita come merita”, chiedono i familiari.  
paolacalvano@vastoweb.com

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