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Il 2013 anno di intenso lavoro per i magistrati della Procura di Vasto

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VASTO. Il 2013 sarà un anno di grande lavoro per i magistrati della Procura di Vasto. L’ultimo omicidio risale a venti giorni fa. Michela Strever è stata trovata legata e con la gola piena di carta. Qualcuno l’ha uccisa per portale via 50 euro e un cellulare. Le indagini pare siano ad una svolta. Ma ci sono anche altri casi sul tappeto. La sera del 15 novembre Emidio Del Vecchio e Adele Tumini sono stati uccisi con 100 coltellate. Per il duplice omicidio è in carcere il figlio Marco Del Vecchio, 37 anni. Dal 4 dicembre scorso è iniziato l’incidente probatorio che dovrà chiarire le condizioni psichiche dell’indagato. Marco Del Vecchio non parla e non collabora con gli investigatori. Secondo i carabinieri l’uccisione dei genitori non fu premeditata. La morte di Emidio Del Vecchio e Adele Tumini è stata probabilmente la reazione irrazionale e violenta ad un rifiuto. Marco voleva dai genitori dei soldi. E probabilmente la richiesta di denaro è all’origine dell’omicidio di Albina Paganelli avvenuto a San Salvo il 14 agosto. L’unico indagato è Vito Pagano, 30 anni, incensurato amico della vittima. Gli avvocati Clementina De Virgilis e Fiorenzo Cieri raccontano che il loro cliente a distanza di 4 mesi sta ancora molto male e la notte del delitto non era imputabile. Il 24 novembre anche per lui è iniziato l’incidente probatorio. Se può essere definita una tragedia non voluta la morte di Gabriele Di Tullio ucciso con una fucilata la notte del 31 luglio dopo essere stato scambiato per un cinghiale, il crescendo di violenza in città è provato dall’assalto armato al portavalori della società Aquila venerdi scorso sulla A14. Il commando ha sparato decine di colpi di kalashnicov sui tre agenti de L’Aquila e su altri automobilisti. Altri colpi sono stati sparati con fucili a pompa. Il capo di imputazione a carico delle due persone arrestate è tentato omicidio, rapina, incendio doloso e porto abusivo di armi da guerra Da un anno a questa parte il Vastese assiste al moltiplicarsi di fatti cruenti. Il 2011 si era chiuso infatti con due tragici fatti di cronaca. Il 15 ottobre Matteo Pepe imprenditore pugliese uccise con una coltellata la compagna di origine lituana, Neila Bureikate. Pepe ha patteggiato la pena di 16 anni di reclusione. Una settimana dopo un sottufficiale della guardia di finanza  ha ammazzato la moglie e poi si è ucciso. A fine ottobre la Corte d’appello de l’Aquila ha riformato la sentenza di primo grado e condannato a 3 anni e 6 mesi Alberto Zimarino e Marco Fabrizio, presunti responsabili delle morte di Cosimo Cava, ucciso di botte la sera del 5 gennaio 2005.
paolacalvano@vastoweb.com

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