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Cori razzisti a Boateng: reazioni e commenti di sportivi e tifosi

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BUSTO ARSIZIO. “E’ vergognoso che ancora accadano queste cose”. Con questo breve commento pubblicato sulla pagina personale di Twitter, Kevin Prince Boateng commenta il folle episodio che lo ha visto protagonista nell’amichevole a Busto Arsizio contro la Pro Patria. Il ghanese, stufo dell’ennesimo insulto razzista, ha fermato il gioco e ha scagliato il pallone contro quella parte dei tifosi che lo stava beccando. L’eco del gesto della decina di tifosi della Pro Patria e della risposta del giocatore e società è stata grande. In tanti sonon intervenuti per commentare l’episodio. Abbiamo raccolto dichiarazioni di giocatori professionisti, direttori sportivi, semplici tifosi di Pescara, Sampdoria, Roma,Milan, Bari e Inter e quasi tutti sembrano d’accordo sulla gravitò del fatto accaduto: “Sono uno dei fondatori del gruppo di tifosi sampdoriani apolitico, Magna Romagna. Credo che certi beceri comportamenti non dovrebbero esserci negli stadi, sia oggi come i cori contro Morosini o sulle foibe. Certo è che se non si da un segnale forte, forse ecclatante, questo stupido teatrino continua per cui credo che i giocatori del Milan abbiano fatto bene a fermare il gioco. Cosi facendo hanno dato risalto al fatto avvenuto a Busto. Se non si fossero fermati, se tutto fosse andato avanti, non ne avremmo avuto notizia e probabilmente sui giornali di domani non ci sarebbe stato traccia di questo assurdo episodio di razzismo. Nè i giornalisti o le tv ne avrebbero parlato, tutto sarebbe andato avanti come nulla o quasi fosse successo. Se non ricordo male dovrebbe essere anche facoltá dell’arbitro potere, anzi dovere, fermare una partita in caso che le tifoserie stiano facendo atti o cori razzisti ma normalmente tutto fila via senza interruzioni. Per cui credo che si sia fatta la giusta cosa per dare un segnale, per far conoscere il problema di certe curve o meglio di una parte di esse, a volte una piccola minoranza, che, spesso, ovviamente, sono politicamente schierate” commenta il fatto accaduto Roberto Mitrotta. Gli fa eco un proprio un arbitro che dà ragione alla teoria del capogruppo dei Magna Romagna: “Secondo me l’arbitro non doveva portare i calciatori ad abbandonare il campo ma bensì sospendere lui molto prima la partita in modo da non esasperare i calciatori. In linea di massima però d’accordissimo perchè è stato un forte segnale”.  Diversa la posizione di Giacomo Pronti che afferma: “E’ stato un modo per farsi propaganda. Quei tifosi hanno preso al volo l’occasione della partita con il Milan e hanno trovato il modo di attirare l’attenzione su di sè. Tifosi di cui non si sarebbe parlato altrimenti. La reazione forte però io la vorrei vedere se accadono certe cose nel campionato o in gare importanti di coppa al di là della gravità della discriminazione razzista comunque”. “Io penso che fatti del genere non dovrebbero proprio accadere…soprattutto oggi!!Parlo da giocatore, anche se per fortuna nelle serie minori in cui gioco queste cose accadono meno, e da tifoso milanista e sono veramente indecenti. Nella maggior parte dei casi avvengono proprio in Italia e questo non ci fa onore”afferma il centrocampista del Morolo Calcio, Marco Capuano . “La reazione di Boateng è stata legittima ma esagerata. Capisco l’irritazione ed è un episodio preoccupante però un professionista non deve reagire in quel modo plateale a anche un pò violento (quando ha calciato la palla verso i tifosi). In definitiva penso che hanno vinto quei 15-20 ragazzini che urlavano frasi razziste perchè hanno ottenuto una cassa di risonanza che non meritano. Sarebbe stato molto più efficace se la decisione di non giocare l’avessero presa i giocatori “bianchi”. Poi ci sarebbe da parlarne e tanto anche più in generale sul problema razzismo nella nostra società” sottolinea Gianluigi Lippo, calciatore professionista per diversi anni in Lega Pro e ora alo Sporting Pescara. “Si potrebbero definire dieci persone poco intelligenti. Anche se la reazione di Boateng sarebbe potuta essere meno focosa. Il problema poi è un altro. Ci indigniamo per dei cori, delle grida in uno stadio e non ci soffermiamo invece a pensare alle persone di razze diverse che soffrono davvero. Appare quasi come la classica propaganda mediatica. Avere più cura della forma che della sostanza.. questo indigna me” afferma Giovanni Martelli, difensore centrale e capitano del Vasto Marina. “Credo che sia un atteggiamento indecente. Non è possibile che nel 2013 ancora possano succedere queste cose. Persone come queste, se cosi si possono chiamare, sarebbero da non far entrare mai più in uno stadio…..da vergognarsi…anche perché poi si corre il rischio che con qualche ‘stupido’ venga identificata gran parte della tifoseria che non è questo. Stima per il gesto di Boateng” afferma Daniele Paonessa da tifoso che segue spesso la propria squadra sia in casa che in trasferta. “Ho trovato un pochino esagerato sospendere la partita e darla vinta a 5 idioti, perche’ erano cinque al massimo sei. Avrebbero dovuto accompagnarli fuori dallo stadio e non farli piu’ entrare ma purtroppo in Italia non cresceremo mai e, purtroppo, di questi episodi negli stadi tipo Verona e Roma ne succedono spesso. Queste persone che fanno i ‘buu’ non sanno neanche loro il significato” parla con sdegno il tifoso sampdoriano Francesco Miceli. “A certi livelli non dovrebbe succedere, causano incidenti e problemi. Non è facile educare una tifoseria, tante volte parliamo di frange sciolte. Certamente lo sport in generale dovrebbe avvicinarci e non disunirci o portare alla violenza. Il risultato a tutti i costi e la stupidita’ fanno il resto. Per il calcio direi di viverla all’inglese, a fine partita tutto è finito, ingresso alle famiglie, altra cultura. Tempo fa ho apprezzato un intervento di Capello. Lui molto rigido, non tollerante verso chi vuol mettere a rischio lo spettacolo. Tifare si ma con contegno. Per ciò che riguarda l’ordine pubblico son responsabili le società, colpevoli, perche’ sanno le loro mele marcie anche nei campionati minori, tra i dilettanti, e dovrebbero far qualcosa. Dovrebbero esserci leggi intransigenti e perdita dell’incontro” spiega Alfonso Calvitti direttore sportivo della Vastese 1902.  “Io tifo Pescara, perché è la mia città e la Roma a cui do il mio cuore. Non concepisco l’offesa razziale… Mi piacerebbe solo che quanto ha fatto il Milan lo facessero tutte le squadre a qualsiasi livello in ogni parte del mondo” afferma Jacopo Barone. “Nella pallavolo succede esattamente il contrario. I pallavolisti di colore qui in Italia son davvero pochi e quando giocano son osannati e applauditi perché son una sorta di ‘rarità’ ed hanno spesso qualità tecniche e fisiche invidiabili. Sugli spalti non succede quasi mai di sentire cori offensivi rivolti verso giocatori o società di colore o meno. Io da tifoso anche del Bari e simpatizzante Inter posso dire che comunque certi atteggiamenti sono da condannare. Non è assolutamente giusto che esistano ancora forme di razzismo al giorno d’oggi e forse han fatto bene a reagire così” afferma Donato Rizzi, centrale del Team Volley Joya. “Sono cose gravi che non dovrebbero accadere. Un giocatore se accadono ha il diritto di andarsene. Non è esagerata la reazione avuta da Boateng in quanto, se non ci si trova, spesso non si capisce come si possa essere sentito lui. L’ignoranza della gente non dà peso in molti casi a queste cose. E’ discriminazione… e questo è molto grave e  più importante di una qualsiasi partita di calcio. Non importa se amichevole o campionato o Champions League. E’ grave e ha fatto bene ad abbandonare il campo e reagire così come la società” dichiara Luca Calzolaio, difensore centrale della Vibonese.   “Penso che i cori razzisti sui neri si fanno senza motivo… non si trova motivo per attaccarsi ad altro e la stupidità porta a questo… si sa che i neri sono fisicamente molto piu portati per lo sport e vengono insultati proprio x la loro superiorità spesso… la maggior parte degli sportivi fortissimi conosciuti sono di colore. Io personalmente li invidio. Poi nella pallavolo non si è mai sentito parlare di cose del genere perchè il pubblico ha atteggiamenti diversi rispetto al calcio” afferma l’opposto della Polisportiva 2000 Ostuni, Maksym Shelepayuk.  
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