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Picchia e minaccia la moglie, minaccia di bruciare un bar , ferisce un poliziotto: arrestato e condannato

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VASTO. Verso le ore  19.45 del 08/01/2013, il titolare di un bar del centro richiedeva al 113 l’invio di una pattuglia della volante, in quanto all’interno del locale vi era una persona che molestava gli altri avventori e minacciava di bruciare l’esercizio pubblico. Il soggetto era in stato di alterazione alcolica. Benché il proprietario del locale avesse cercato di allontanare l’ubriaco molestatore, quest’ ultimo continuava ad agitarsi sempre di più.  La pattuglia della Squadra Volante di questo Commissariato prontamente si portava sul posto e all’interno del bar notava una persona seduta a terra che insultava il titolare dell’esercizio commerciale.  Il predetto, V. M. di anni 36, originario della Campania ma residente a Vasto ormai da anni, più volte arrestato e con vari precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, contro la persona, per stupefacenti e armi,  noto alle forze dell’ordine, senza alcun motivo, alla vista dei poliziotti si scagliava, da terra, contro di loro colpendoli con violenti calci. Il personale dipendente cercava di calmarlo vista la presenza anche di altri avventori nel bar, ma il pregiudicato dava sempre più in escandescenze e continuava a colpire e minacciare gli operatori che, anche se con molta difficoltà, riuscivano a farlo uscire dal locale e ad accompagnarlo presso gli uffici del Commissariato. Giunti sul posto, visto il perdurare del forte stato di agitazione dell’ uomo  che continuava a dare in escandescenze, si faceva intervenire il 118, che decideva di portarlo al Pronto Soccorso per le cure del caso, dove lo stesso continuava ad inveire. Il comportamento violento ed i calci dell’uomo hanno provocato ad uno degli operatori della Squadra Volante intervenuti lesioni giudicate guaribili in gg.8 per “trauma 1°dito mano sx e ginocchio dx e algia polso sx.  In considerazione del suo comportamento veniva tratto in arresto per il reato di resistenza e lesioni a P.U. e condannato per direttissima ad un anno di reclusione. Nell’ambito della vicenda, la moglie informata dei fatti, trovava il coraggio di raccontare una serie di vecchie e nuove vessazioni, umiliazioni, minacce e violenze che finalmente venivano redatte in forma scritta come querela dopo il sostegno morale degli uomini del Commissariato. Proprio nel giorno dell’arresto, prima di uscire di casa, il marito l’aveva picchiata, già ubriaco. La Signora si era rifugiata a casa della propria madre ed aveva chiesto alla Polizia, al momento della denuncia, di non accogliere il coniuge in casa nell’ipotesi di arresti domiciliari. Non aveva denunciato le violenze domestiche nella speranza di recuperare il rapporto con il marito.

paolacalvano@vastoweb.com

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