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A difesa delle ex guardie mediche intervista di Daniele Leone al sindaco Venosini

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CELENZA SUL TRIGNO. Come può la politica ragionare solo su rigide cifre di bilancio, stabilite in ragione di scelte e criteri discutibilissimi, quando si parla della salute della gente e di assicurare i servizi sanitari ai cittadini che vivono nei piccoli paesini? Il Sindaco di Celenza sul Trigno, Andrea Venosini proprio non ci sta ai tagli che si profilano sulla sanità del vastese e che andranno a colpire, in particolare, le guardie mediche dei piccoli paesini delle aree interne del vastese. Proponiamo l’intervista al sindaco Venosini di Daniele Leone:
“Dire che siamo preoccupati è poco – dichiara il Sindaco di Celenza – Basta! Non assisteremo inermi al disfacimento del sistema sanitario territoriale. Già qualche anno fa abbiamo dovuto subire la chiusura dell’ospedale di Gissi, adesso tocca al taglio delle guardie mediche e domani cosa ci dovremo aspettare da questa politica sanitaria disastrosa per il nostro territorio? Ci auguriamo che il Manager Dott. Zavattaro ed il presidente Chiodi, Commissario alla Sanità riflettano su questi tagli e si rendano conto che le guardie mediche sono fondamentali per i paesini delle aree interne. E’ vero che la disciplina del rapporto ottimale abitanti e continuità assistenziale (ex guardia medica) prevede un rapporto di una guardia medica ogni 5.000 abitanti +/- 30% 6.500/3.500. Ma questo rapporto deve tenere conto, a nostro avviso, delle caratteristiche geografiche del nostro territorio del vastese che non è assolutamente omogeneo per densità di popolazione situazione geografica e condizioni di viabilità e che penalizza i nostri comuni, caratterizzati da una bassa densità di popolazione, dislocati nell’area interna diversi km di distanza tra loro. Senza dimenticare poi che le sfavorevoli condizioni della viabilità e la desertificazione demografica sono maggiormente aggravate dalle condizioni atmosferiche nei mesi invernali che impediscono gli spostamenti. Ne sanno qualche cosa il Manager Dott. Zavattaro ed il Direttore Sanitario Dott. Budassi che si sono persi nelle montagne del vastese in occasione dell’inaugurazione del centro AVIS a Castiglione M.M. Dunque secondo noi l’applicazione della delibera che vuole cancellare alcune sedi di continuità assistenziale (ex guardia medica), uccide di fatto le speranze di una migliore qualità della vita per i piccoli comuni dell’alto vastese. La politica non può pensare solo di compiere tagli nella sanità in modo ragionieristico, perché come già accaduto in altre regioni, non solo non sono stati ottenuti i frutti sperati, ma la razionalizzazione del servizio sanitario non ha salvaguardato il patto di solidarietà territoriale, ecco qui da noi in Abruzzo stiamo arrivando alla rottura ed alla tenuta della solidarietà verso i piccoli paesini. Noi siamo convinti che si possano ottenere risparmi nella sanità tagliando realmente gli sprechi, non tagliando i servizi di prima utilità, ecco perché chiediamo di sederci ad un tavolo e discutere altre soluzioni. Ci è stato detto che il risparmio ipotizzato per il taglio delle guardie mediche dei paesini del vastese è poco superiore a 100.000 euro annui, che equivale ad una spesa procapite per cittadino di pochi euro l’anno. Dunque si vogliono chiudere alcune guardie mediche dei paesini per risparmiare meno di 50 centesimi al giorno per ogni cittadino. Non stiamo parlando di risparmi di milioni di euro ma di pochi centesimi, ecco, queste cifre vi devono vedere impegnati nel trovare le giuste soluzioni”.
Il Sindaco di Celenza, Venosini è uno di quei sindaci pronti a dare battaglia ecco perché ha chiesto ai vertici della ASL di non chiudere la guardia medica, ascoltare le proposte e di tenere conto della conformazione del territorio, grave sarebbe il danno che si procurerebbe ad ampie fasce di popolazione. Innanzitutto, agli anziani non automuniti e residenti nei paesini assolutamente distanti sia da Castigliane M.M. che dal P.S. dell’ospedale di Vasto. Il Sindaco Venosini vuole trovare nuove soluzioni.
“Non si possono continuare a fare tagli ai servizi sanitari sulla pelle dei cittadini dei piccoli paesini basta con questa politica che ci considera cittadini di serie B. – sottolinea Venosini – cominciamo veramente a tagliare gli sprechi, rivediamo i contratti di consulenza, i contratti di affitto, tagliamo il parco autovetture, ecc., solo dopo possiamo entrare nel merito delle guardie mediche. Noi come amministrazione siamo disposti a fare la nostra parte, ci faremo carico di tutte le utenze, della pulizia dei locali, siamo anche disposti a versare un contributo annuo per l’acquisto di materiale sanitario e strumenti medicati come elettrocardiogramma, defibrillatore, ecc., in modo da offrire ai nostri concittadini/e servizi di qualità e risposte concrete. Siamo anche disposti a far si che medici di guardia medica di Celenza sul Trigno, siano medici specializzandi come già previsto dalle normative, così che l’ASL possa utilizzare i medici assunti in altri servizi. Queste sono solo alcune delle nostre idee sulle quali chiediamo un confronto. L’importante è voler trovare una soluzione, se poi si vuole la chiusura delle guardie mediche per continuare a penalizzare i cittadini utenti dell’alto vastese lasciandoli senza assistenza territoriale e ospedaliera e senza offrire alternative, allora c’è da pensare che alla base di questa scelta vi siano delle motivazioni politiche. Come Sindaco non posso tollerare che a pagare colpe non loro siano i miei concittadini e quelli degli altri comuni delle aree interne – Conclude amareggiato il sindaco Venosini – mi guardo in giro e vedo tagli, solo tagli ai servizi dei piccoli comuni, non vedo tagli agli sprechi ed allo sperpero di denaro pubblico. Così non si va lontani e la gente ormai è incazzata, soprattutto con quei partiti e politici che si ricordano di noi solo in occasione delle campagne elettorali, ma stavolta faremo sentire la nostra voce alle prossime elezioni e ci schiereremo al fianco di chi difende i servizi delle aree interne, servizi essenziali previsti dalla Costituzione”.
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