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La pubblica amministrazione non ha libero diritto al ripensamento rispetto ai provvedimenti emessi

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CHIETI. La Pubblica Amministrazione non ha un libero “diritto al ripensamento” rispetto ai provvedimenti emessi. “E’ questo il senso di due autonome pronunce del Giudice di Pace di Gissi che con le sentenze 140/2011 e 44/2012, ormai passate in giudicato, ha condannato la Provincia di Chieti al pagamento di due contributi a suo tempo determinati dalla precedente amministrazione e revocati dalla nuova. A beneficiare di tali sentenze sono due associazioni sportive di Gissi , rappresentate entrambe dagli avvocati Fabio Giangiacomo e Nicola Raducci,  i quali hanno dimostrato  che per il “principio di continuità amministrativa” la Pubblica Amministrazione non ha un diritto libero al ripensamento dei propri atti e  che anche,  in assenza di illegittimità del provvedimento di revoca, è dovuto comunque un indennizzo al destinatario dell’ atto revocato. Nelle fattispecie all’esame del Giudice,  addirittura il privato godeva di un diritto soggettivo perfetto all’intera somma, in quanto si è provato documentalmente che il procedimento di liquidazione era arrivato allo stadio finale della determina dirigenziale. Non valgono a superare la legge sul giusto procedimento osservazioni di carattere economico o politico, in quanto  l’affidamento generato da atti amministrativi e le spese già sopportate dai privati per le attività finanziate sono ritenute prevalenti e gli atti che le hanno determinate non sono liberamente revocabili. In altri termini ogni nuova  amministrazione non può cancellare con un tratto di penna gli atti amministrativi della gestione precedente, senza poi essere chiamata a pagare pegno”spiegano gli avvocati Fabio Giangiacomo e Nicola Raducci.
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