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La risposta di Camillo D'Amico, capogruppo del Pd, sulla condanna della Provincia

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Chieti. “La notizia della condanna dell’amministrazione provinciale di  Chieti, targata centro – destra a guida udc e presieduta da Enrico Di Giuseppantonio, per la mancata erogazione di due contributi concessi ad altrettante associazioni sportive di Gissi, poi arbitrariamente ed unilateralmente revocate, sono la naturale risultante del non aver adempiuto al naturale obbligo morale, etico e politico ogni buon amministratore dovrebbe avere: dare continuità amministrativa alle scelte e determinazioni esecutive adottate in precedente che hanno già carattere esecutivo. I due mancati contributi, quanto altri che hanno avuto medesima fine, avevano piena esecutività con la relativa copertura finanziaria perché già oggetto di determina dirigenziale. La maggiore responsabilità politica che Di Giuseppantonio & soci si portano dietro è stata proprio quella di aver bloccato ogni procedura, fermato gli investimenti previsti anche quelli appaltabili e con finanziamento accordato, non aver dato naturale continuità amministrativa a molte attività ed iniziative in corso. Anzi, proprio in merito alla concessione dei contributi, ho direttamente verificato una certa discrezionalità nell’erogazione da parte di qualche dirigente che ho prontamente denunciato e documentato che, solo per il tempestivo ed incisivo intervento dell’attuale segretario generale Angelo Radoccia, ha trovato un fermo per una razionalizzazione ed una erogazione ordinata e progressiva” afferma in una nota stampa Camillo D’Amico, capogruppo Pd alla Provincia.
tizianasmargiassi@vastoweb.com   

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