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Omicidio Del Vecchio: si avvicina l'ora della verità

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VASTO. Si avvicina l’ora della verità per l’omicidio di Adele Tumini ed Emidio Del Vecchio, uccisi il pomeriggio del 17 novembre 2012 con più di 100 coltellate. Il sostituto procuratore Giancarlo Ciani ha chiesto la proroga della custodia cautelare in carcere per l’unico indagato, il figlio della coppia, Marco Del Vecchio. Il 37enne è rinchiuso a Torre Sinello dal 18 novembre con l’accusa di duplice omicidio aggravato. Contestualmente alla richiesta della Procura il gip  ha ricevuto anche la richiesta di proroga dell’incidente probatorio presentata dal dottore Ferruccio Canfora perito del tribunale. La magistratura ha disposto a questo punto una udienza camerale nel corso della quale saranno prese le decisioni ritenute più opportune. Intanto martedi 29 gennaio a Roma i carabinieri del Ris, eseguiranno gli accertamenti “irripetibili” sui reperti facilmente deteriorabili prelevati dalla casa del delitto, accanto alle due vittime e addosso all’indagato. Alla perizia saranno presenti sia l’avvocato che difende Del Vecchio, Raffaele Giacomucci che il legale della sorella, Gianni Menna e i rispettivi periti. La perizia si terrà nei laboratori di Tor di Quinto. I risultati delle analisi, in particolare Dna e tracce biologiche, saranno comparati con le impronte dell’indagato, Marco Del Vecchio. Il trentasettenne dal giorno del duplice omicidio parla solo con il suo avvocato. “Continua a dichiararsi innocente”, dice Giacomucci. “Afferma di non saper chi è andato a trovare il padre e la madre il giorno dell’omicidio. Assicura di non essere l’assassino”. L’indagato, rinchiuso nel carcere di Punta Penna è in isolamento, guardato a vista giorno e notte. I magistrati temono possa commettere qualche sciocchezza.     

paolacalvano@vastoweb.com

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