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Lettera/denuncia del WWF sulla qualità delle acque del Trigno, potabilizzazione, informazioni ambientali e decreti

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VASTO. Riceviamo e pubblichiamo una lettera/denuncia del WWF sulla qualità dell’acqua del fiume Trigno, potabilizzazione, informazioni ambientali ed attuazione del Decreto 195/2005, della Direttiva 60/2000/CE e della Legge 108/2001. “L’Associazione scrivente è venuta a conoscenza dagli organi di informazione di notizie estremamente allarmanti sullo stato della qualità delle acque del Fiume Trigno, che hanno comportato conseguenze sull’operatività del potabilizzatore che serve diverse aree della bassa val Trigno. Abbiamo cercato sui rispettivi siti WEB degli enti a vario titolo coinvolti la documentazione ufficiale relativa a tale problematica (a mero titolo di esempio: referti delle acque; piani di controllo; verbali di riunioni e/o conferenze dei servizi; relazioni tecniche ecc.) senza trovare alcunché (tranne l’ordinanza del Sindaco di S.Salvo). Tale situazione appare ledere in maniera evidente il diritto all’informazione ambientale e, in particolare, numerose previsioni di cui alla Legge 108/2001 di ratifica della Convenzione di Aarhus e al Decreto 195/2005 (in particolare quelle contenute agli Artt.4 e 8). Ciò appare ancor più grave essendo coinvolto non solo il profilo ambientale ma anche quello connesso alla tutela della salute pubblica. Si richiama, altresì, integralmente il quattordicesimo considerando della Direttiva 60/2000/CE “Acque” che testualmente recita “Il successo della presente direttiva dipende da una stretta collaborazione e da un’azione coerente a livello locale, della Comunità e degli Stati membri, oltre che dall’informazione, dalla consultazione e dalla partecipazione dell’opinione pubblica, compresi gli utenti.” In considerazione della preoccupazione espressa da molti cittadini e da nostri soci sulla materia in oggetto, si prega cortesemente di adempiere in maniera sollecita a soddisfare le previsioni di Legge attraverso i rispettivi siti WEB pubblicando dati, analisi, referti, relazioni, verbali e ogni documento utile al cittadino per essere adeguatamente informato sulla situazione. Si richiama altresì la recente condanna della Corte di Giustizia dell’Unione Europea nei confronti di uno degli Stati Membri (causa C-416/10, sentenza del 15/01/2013) per non aver diffuso l’informazione ambientale. L’associazione scrivente ricorda i commi 1213-1222 dell’Art.1 della Legge 27 dicembre 2006, n. 296 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007)”, che comunque si allegano integralmente, i quali impongono che “gli enti territoriali, gli altri enti pubblici e i soggetti equiparati adottano ogni misura necessaria a porre tempestivamente rimedio alle violazioni, loro imputabili, degli obblighi degli Stati nazionali derivanti dalla normativa comunitaria. Essi sono tenuti in ogni caso a dare pronta esecuzione agli obblighi derivanti dalle sentenze rese dalla Corte di Giustizia delle Comunità Europee…”. Inoltre tali disposizioni prevedono che lo Stato eserciti una rivalsa nei confronti degli Enti territoriali che abbiano contribuito in qualche modo alla condanna dello Stato Italiano e ai relativi costi. E’ evidente che una tale situazione debba poi riverberarsi verso i funzionari e/o gli amministratori che non abbiano intrapreso le doverose ed idonee misure per il rispetto delle normative comunitarie o, peggio,abbiano contribuito ad aggravare la situazione. In caso di persistenza di tali inadempienze l’Associazione scrivente si riserva di segnalare alle Autorità Comunitarie tale situazione. Certi di un sollecito riscontro cogliamo l’occasione per porgere i nostri cordiali saluti Luciano Di Tizio Presidente WWF Abruzzo”.
tizianasmargiassi@vastoweb.com

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