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Intervento del sindaco, Luciano Lapenna, sulla spending review e legge di stabilità

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VASTO. Intervento del sindaco, Luciano Lapenna, sulla spending review e la legge di stabilità: “Colleghi, Onorevoli, Presidente della provincia di Chieti. Un grazie particolare al Presidente Nazionale dell’ANCI, Dott. Graziano Delrio che ci onora con la sua presenza. Il Comune di Vasto, ha voluto quest’incontro alla vigilia di una competizione elettorale, per affrontare i drammatici problemi che vivono i Comuni che ne vedono minacciata la sopravvivenza ed il ruolo. Ogni giorno qualcuno si erge a censore dell’operato degli amministratori: spesso senza sapere nemmeno di cosa parla. In questi ultimi anni abbiamo assistito ad un proliferare di provvedimenti, più delle volte decreti legge e quindi esecutivi, poi modificati in sede di conversione, spesso cambiate da leggi successive. Questo modo di procedere provoca danni enormi, la messa a dura prova degli uffici, il vanificare ogni possibile programmazione. Vogliamo norme certe e chiare. Chi si trova a fare il sindaco in questi anni, non verrà certo ricordato per le grandi opere pubbliche, già siamo fortunati se riusciremo a pagare gli stipendi al personale; se poi riusciamo a mantenere i servizi minimi a fare un poco di manutenzione, siamo eroici. I governi in questi anni hanno adottato una politica a volte demagogica contro la P.A., peggiorando le cose. I comuni hanno contribuito al risanamento del bilancio dello Stato. La strada per il contenimento della spesa e la lotta agli sprechi, va portata avanti, guai però a continuare in una politica che ha spesso guardato a chi opera nella PA ed agli amministratori come fannulloni i primi e delinquenti i secondi. Consentitemi alcune considerazioni, riflessioni e richieste di un sindaco sempre più preoccupato. Il patto di stabilità, così come voluto, impedisce ogni investimento, da qui il primo appello a rivederlo, prevedendo l’esclusione dal vincolo, degli investimenti almeno quelli per la messa in sicurezza degli edifici scolastici.  Assistiamo sempre più al taglio di risorse verso i Comuni, con tagli lineari che hanno penalizzato gli amministratori che in questi anni avevano già operato pesanti revisioni della spesa corrente seguendo le raccomandazioni che ci venivano impartite dal Governo e Parlamento. Consentitemi l’esempio della mia città: le spese per incarichi e consulenze le avevamo tagliate di oltre il 60% già dal 2007. Con decreto, senza alcun riferimento a quanto già da noi fatto, lo Stato ha imposto a tutti i comuni un ulteriore taglio lineare. Lo stesso dicasi per le manifestazioni culturali e la promozione turistica. Inutile ribadire che i tagli lineari previsti per il 2013, per 2.250 milioni, non sono sostenibili per i nostri Comuni e l’appello è a rivederli sia per l’ammontare complessivo, ma soprattutto per le modalità, altrimenti il Parlamento incentiverà ancora una volta i Comuni furbi a scapito dei Comuni virtuosi Sul personale i Comuni hanno già fatto molto con tagli davvero pesanti. Oggi abbiamo bisogno di attenzione anche per aprire a nuove assunzioni nella pubblica amministrazione.  Sempre l’esempio del mio Comune. Nel 2006: 226 assunti, 11 dirigenti + il Direttore Generale. Oggi 178 assunti e 5 dirigenti a fronte di una popolazione passata da 36.000 a 41.200 residenti,(in estate 100.000= presenze quotidiane).  Il limite alle assunzioni pesa sui Comuni, slitta al 2016 il superamento del regime limitativo delle assunzioni a tempo indeterminato. Il blocco nelle assunzioni va rimosso  Oggi le P.A. ricorrono sempre più alle esternalizzazioni: favorendo la precarizzazione ed il sottosalario. Va previsto un piano assunzioni nelle P.A. con attenzione alla spesa corrente dei comuni e favorendo i Comuni che hanno un indice basso tra la spesa corrente complessiva e la spesa per il personale. Gli impegni assunti dall’ultimo Governo sul trasferimento dell’IMU ai Comuni ci trovava d’accordo se pur con preoccupazioni per gli immobili adibiti ad attività produttive.  Oggi siamo preoccupati da un dibattito pre-elettorale che ci porta all’incertezza più assoluta. La restituzione dell’IMU prima casa porterebbe ad un esborso di 4,5 miliardi ma anche al reperimento, da parte dello Stato, cosa che nessuno dice, della pari somma da dare ai Comuni per coprire il buco che immediatamente si avrebbe nelle entrate. Un comune come Vasto perderebbe circa il 10% delle entrate. Anche qui un appello al nuovo Parlamento: assegnate l’IMU ai Comuni e date ai Consigli Comunali la possibilità di stabilire le esenzioni. Altra preoccupazione, signor Presidente, è nella nuova TARES. L’allarme è rosso per i Comuni. Intanto la certezza negli aumenti; la incertezza nelle modalità e criteri di applicazione. Ma pochi si sono resi conto di cosa significherà per i Comuni il rinvio a luglio nel pagamento prima rata, che per i Comuni significa prime entrate a settembre. Come pagheremo le fatture e gli stipendi? Ulteriore indebitamento?  Anche qui una richiesta al nuovo Parlamento: rinviate al 2014 la nuova TARES e fateci riscuotere la TARSU regolarmente come negli altri anni. Si eviterà il dissesto per molti comuni. I provvedimenti legislativi ultimi, hanno imposto agli Enti Locali la certificazione dei loro debiti e dal primo gennaio il saldo dei pagamenti tra P.A. e privati e tra Azienda e Azienda. Le PA sono obbligate a coprire le prestazioni ottenute entro il limite massimo di 30 giorni. Ad essere coinvolti non sono i debiti ancora pendenti, bensì tutte le transazioni poste in essere a partire dal 1 gennaio 2013.  Gli impegni sono a provvedere nei pagamenti in termini certi.  Come si fa a non essere d’accordo? Vorremmo però lo stesso impegno verso i Comuni, da parte degli Enti sovra comunali, ma soprattutto da parte dello Stato dal quale ci aspettiamo la stessa certificazione dei propri debiti verso i Comuni a partire dai milioni di Euro che deve dare ad esempio al mio Comune per le spese di mantenimento per il palazzo di Giustizia. A tal proposito continuo a non capire il perché anche queste spese gravino nel patto di stabilità con una doppia beffa per il Comune: anticipiamo e non ci vengono rimborsate e gravano sul patto impedendo opere pubbliche.  Tra i provvedimenti adottati da ultimo troviamo quello sulla ottimizzazione dei controlli all’interno degli Enti Locali. Siamo passati da controlli interni a controlli esterni con una produzione di atti verso l’esterno da far paura. Si sono moltiplicate le verifiche e le rendicontazioni. Siamo stati impegnati anche come Consiglio Comunale a sedute spese per l’approvazione dei nuovi regolamenti. Si passano le giornate a stilare regolamenti, modificare ed adeguare i precedenti regolamenti, compilare relazioni, referti, piani ed altro da inviare all’universo mondo: OIV, Corte dei Conti, MEf. Ecc, con il rischio che gli stessi organi di controllo saranno sopraffatti dai documenti e distratti dalle verifiche, senza calcolare i costi e l’impegno degli uffici anche per una formazione continua. Nessuno si sogna di mettere in discussione la finalità: lotta alla corruzione, impegno per la piena trasparenza, ma caro Governo prossimo e Parlamento, dateci tempo e qualche soldo.  Signore e signori, Onorevoli deputati e Senatori, l nostro non è solo un grido di allarme, comincia ad essere la certezza di non potercela fare: i Comuni danno servizi; aprono le scuole, assicurano i trasporti, si preoccupano di dare risposte alle richieste dei cittadini a partire dalla sicurezza. Vedo tanti sindaci, amministratori locali, Consiglieri Regionali e Provinciali, ma soprattutto molti cand uni dei presenti candidati siederanno di sicuro nel nuovo Parlamento. A tutti i candidati l’appello a non idati alle prossime elezioni politiche del 24/25 febbraio. Alc trascurare gli Enti Locali, soprattutto i Comuni. Essere vicino al Comune significa essere vicino al cittadino. Aspettiamo risposte e non dimenticateci. Grazie”.
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