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Omicidio Di Tullio: "Ci sarà giustizia? Spero non rimanga solo un augurio"

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Casalbordino. 31 luglio 2012: alle 2 di notte viene ucciso Gabriele Di Tullio. 2 agosto: i carabinieri scoprono il responsabile. L’uomo è fuggito a Genova e vuole uccidersi. I suo legale, l’avvocato Giovanni Cerella lo convince a costituirsi. 12 febbraio 2013: F.T., 60 anni il responsabile della morte di Gabriele Di Tullio comparirà davanti ai giudici. Il suo avvocato ha chiesto di patteggiare la pena. L’udienza si terrà a porte chiuse. La figlia maggiore di Gabriele Di Tullio ci ha scritto per esprimere il proprio sgomento. ”Nel momento della confessione F.T. si è detto dispiaciuto e tormentato dal delitto, e dopo aver assicurato di essere pentito ha chiesto perdono ai parenti della vittima. Le successive vicende giudiziarie sembrerebbero contraddire la volontà di riscatto apparentemente manifestata. Da ultimo ha proposto il patteggiamento chiedendo il processo a porte chiuse. Per conseguenza la sottoscritta non potrà partecipare all’udienza. Io orfana di entrambi i genitori mi domando, quale giustizia è quella che mi vieta di partecipare al processo al responsabile della morte di mio padre?. La stampa subito dopo l’omicidio scrisse, “ci sarà giustizia per il povero Gabriele”. Io spero che ciò non rimanga solo un semplice augurio, ma che ci sia la vera giustizia”.
paolacalvano@vastoweb.com

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