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Intervista di Daniele Leone al sindaco Venosini sulle guardie mediche

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Proponiamo l’intervista realizzata da Daniele Leone al sindaco Venisini, su alcune proposte e la sulle guardie mediche:

“Sindaco Venosini, è notizia di pochi giorni fa che in un comune in provincia di Varese hanno aperto un’ambulatorio infermieristico convenzionato, dove si effettuano: medicazioni, rimozione di punti di sutura, terapia iniettiva, misurazione della pressione, prelievi ematici, insulino-terapia, educazione sanitaria, bendaggi, posizionamento cateteri vescicali, applicazione Holter cardiologico e pressorio, elettrocardiogramma, misurazione dell’ossigeno. Queste sono alcune tra le prestazioni che i cittadini di quel paese possono trovare nell’ambulatorio infermieristico convenzionato, cosa ne pensa? Ecco un’iniziativa che non taglia i servizi ma investe nel territorio. Anche qui da noi la ASL potrebbe convenzionare al Comune di Celenza sul Trigno un ambulatorio infermieristico e un Centro Diurno aperto tutti i giorni della settimana dalle ore 8,00 alle ore 20,00 e coloro che sono impossibilitati a spostarsi possono chiedere di essere presi a domicilio o essere visitati a domicilio. Questa potrebbe essere un’iniziativa in grado di dare “una risposta” ai bisogni di salute degli anziani che vivono nel nostro territorio in un momento in cui la sanità è flagellata da “tagli”, un’iniziativa che non sarebbe la panacea ai problemi nelle nostre aree interne ma darebbe una risposta di salute ai tanti anziani soli e con patologie croniche e promuoverebbe anche l’occupazione. Potrebbe essere un sistema valido per affrontare il problema “salute degli anziani” nella sua complessità e direttamente sul territorio senza che gli anziani debbano rivolgersi agli ospedali per ogni cosa. A gestire il servizio ambulatoriale e il centro diurno convenzionato potrebbero essere gli infermieri in quanto ”attori” nella gestione della salute delle persone, in sinergia ed interdipendenza con gli altri “attori” che partecipano ad entrambi i servizi: l’ambulatorio infermieristico ed il centro diurno, vale a dire il medico, il fisioterapista, l’operatore sanitario, l’assistente sociale, la guardia medica presente sul territorio, la farmacia, i servizi ambulatoriali e i servizi diagnostici sul territorio, l’ospedale, i volontari, il servizio ambulanza. Tutte queste figure si prenderebbero cura dei cittadini a 360 gradi partendo dall’educazione alla salute, alla prevenzione, alle cure, alla riabilitazione, ecc.. Sindaco, l’ambulatorio infermieristico sarebbe attivo anche nelle ore notturne? L’ambulatorio infermieristico, a patto di riuscire a ottenere la convenzione, potrebbe essere affidato, secondo le modalità previste, a privati, cosi come anche il centro diurno e dovrà assicurare la presenza del medico e dell’infermiere. I cittadini potrebbero sottoscrivere una card, in tal modo riceveranno, attraverso la reperibilità notturna e festiva, le prestazioni altamente professionali del medico e dell’infermiere, a domicilio come in ambulatorio anche nelle ore notturne, e se c’è bisogno di trasportare il paziente in ospedale si attiva il trasporto con un ambulanza convenzionata. Sindaco, dunque mi pare di capire che sia per il servizio ambulatoriale che per il centro diurno è prevista anche la figura del medico! Se riusciamo ad ottenere la convenzione con la ASL per l’ambulatorio infermieristico e il centro diurno chiederemo al privato che gestirà i servizi la presenza di medici ed infermieri. Il nostro progetto vuole realizzare sul territorio una nuova idea di sanità territoriale, capace di dare risposte ai bisogni di salute degli anziani, dei malati, dei portatori di patologie croniche, dei diversamente abili, ecc.. I nostri progetti sono pensati per avere nel territorio un sistema sanitario in grado di intercettare tempestivamente una patologia e di curarla, e soprattutto curare le malattie croniche a domicilio. Attraverso l’ambulatorio infermieristico e il centro diurno si riuscirebbe ad intercettare una serie di patologie che altrimenti senza servizi sarebbe difficile intercettare, inoltre si farebbe prevenzione, riabilitazione agli anziani per prevenire le cadute e dunque le fratture di femore che costano caro alla ASL, si potrà collaborare con il medico di famiglia, ecc.. Ribadisco che i due servizi se convenzionati verranno organizzati in modo tale che vi sia un’interdipendenza fra tutti gli attori del sistema sanitario, con modalità diverse in funzione delle proprie competenze e professionalità, solo cosi eviteremo che gli anziani e non solo, perché l’ambulatorio è rivolto a tutti i cittadini, si rivolgano in modo improprio al pronto soccorso dell’ospedale, facendo aumentare i costi della ASL. Sindaco, oggi il Sistema Sanitario territoriale è davanti a un bivio importante, effettuare tagli che costringeranno anziani, malati cronici e cittadini a rivolgersi all’ospedale per ricevere le cure, facendo aumentare i costi, oppure sperimentare nuovi modelli sanitari sul territorio, come il centro diurno e l’ambulatorio infermieristico che voi come amministrazione proponete. Secondo noi bisogna percorrere quest’ultima strada la ASL dovrebbe sedersi ad un tavolo e ascoltare le nostre proposte, che sono numerose “la telemedicina, l’ambulatorio infermieristico, il centro diurno, la partecipazione dei comuni alle spese di gestione delle guardie mediche e all’acquisto di materiale sanitario, fino ad arrivare alla gestione delle guardie mediche ai medici specializzanti,” ma siamo anche disposti a sottoscrivere con la ASL e il Governatore altri accordi purché garantiscano cure e assistenza sanitaria sul territorio. Come vedete di proposte sul tavolo ce ne sono e la nostra disponibilità non manca, dobbiamo solo sederci ad un tavolo e discutere. Noi vogliamo che la politica comprenda che i tagli ai servizi nei piccoli paesini rischiano solo di aumentare il numero di cittadini costretti a impoverirsi per curarsi, di fare aumentare i costi della ASL e soprattutto rischiamo che molte famiglie abbandonino i piccoli paesini. Ecco perché siamo impegnati come amministrazione di Celenza sul Trigno ad assicurare ai nostri concittadini le stesse opportunità che hanno coloro che vivono sulla costa o in città. Se la politica non coglie questa problematica si rischia seriamente di non riuscire ad offrire “salute” a questo territorio”.

 

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