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La casa circondariale di Vasto cambia pelle e diventa 'Casa lavoro'

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VASTO. Il carcere di Torre Sinello diventa “Casa lavoro”. La casa circondariale è stata inserita in un progetto del ministero della Giustizia per la rieducazione e il recupero sociale dei detenuti attraverso il lavoro. L’istituto vastese da fine marzo cambierà volto. Molti dei detenuti attualmente reclusi a Vasto saranno trasferiti nei penitenziari di Lanciano, Pescara e Sulmona. A Vasto arriveranno altri internati da avviare al lavoro. L’iniziativa rientra in un progetto molto più ampio deciso dal governo nazionale per promuovere e potenziare le attività già in essere in istituto e implementare vere e proprie filiere produttive. Lavoro come speranza di vita. “Lavorare è essenziale nel trattamento rieducativo”, spiega il nuovo direttore Massimo Di Rienzo. “La trasformazione di Torre Sinello in Casa lavoro rientra in un disegno ampio e articolato diviso in più fasi e con diversi livelli. La trasformazione  è appena iniziata”, spiega il dirigente che per il momento preferisce non sbilanciarsi sui dettagli dell’operazione. La “Casa lavoro” seguirà i dettami dell’articolo 27 della Costituzione che prevede la rieducazione e reinserimento sociale degli internati. Il nuovo progetto favorirà il riscatto sociale dei detenuti. Attualmente Torre Sinello ospita più di 200 detenuti. Più volte in passato il carcere ha dimostrato di essere un istituto modello per via dei progetti di reinserimento lavorativo degli ospiti.
paolacalvano@vastoweb.com 

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