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Fini tenta un’acrobazia elettorale per cercare di far sopravvivere il suo partito

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VASTO. Visita domani pomeriggio, alle 16.30 a Vasto, presso la multisala del Corso, del Presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini, leader di Futuro e Libertà. Fini, capolista in Abruzzo, seguito da Daniele Toto e tra gli altri dai vastesi Giuseppe La Rana e Annarita Racano, a sostegno dei quali cerca ossigeno di voti per la sopravvivenza del proprio movimento. Certo, alcuni senatori li conquisterà certamente, Futuro e Libertà, perché al Senato la lista è unica in cartello con Monti e l’Udc. Ma alla Camera l’affare si complica parecchio, accreditato com’è del’1 e dispari per cento che non garantirebbe l’elezione neanche al  leader nazionale,  e di fatto la scomparsa del Movimento dall’ambiente politico. In questi giorni Silvio Berlusconi ha tuonato che queste elezioni potrebbero rappresentare l’eclissi politica di Gianfranco Fini, di Pierferdinando Casini e dei rispettivi partiti, ed in questo in totale accordo con il leader del Pd, Pierluigi Bersani che con toni molto più velati lascia intendere che è meglio qualche deputato in più al Pd che dover ”comprare” a caro prezzo qualche spicciolo di maggioranza con alleanze stiracchiate ma certamente esosissime.  Insomma, centrodestra e centrosinistra d’accordo nel non voler avere sparuti gruppuscoli tra i piedi. Di diverso avviso certamente  Monti e Giannino fino a Ingroia e Vendola che con Fini e Casini sono pronti ad alleanze con il Pd per un governo dai tanti colori e dalle tante pezze, come un vestito di Arlecchino.

Una cosa certo la politica di questi anni ce l’ha insegnata, i partiti non hanno più un nome come una volta hanno oggi solo un cognome, quello del proprio leader, che si ritaglia addosso un movimento per cercare di essere a volte eletto lui e lui solo. Tentando di scardinare con numeri esigui le più evidenti risultanze democratiche.

Fini oggi tenta un’acrobazia elettorale per cercare di far sopravvivere il suo partito, la sua carica di deputato, i contributi del finanziamento pubblico, rimpiangendo di aver sciolto Alleanza Nazionale dove comandava da satrapo assoluto per cercare di diventarlo nel Pdl. Se sarà eletto deputato lo aspetta un percorso lungo e difficile, nel riscattare un’immagine guadagnata in tanti anni di coerenza e gettata via con motivazioni che dobbiamo rispettare ma non comprendere,  insieme ad una classe dirigente che prima autonoma e autorevole oggi vivacchia e tramonta tra Pdl, Fratelli d’Italia o cambi di casacca dettati da mero opportunismo. Buona fortuna.

Paola D’Adamo      paoladadamo@vastoweb.com

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