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Polizia Municipale: Segreteria Regionale Di.C.C.A.P replica al segretario Cisl Martelli

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Riceviamo e pubblichiamo

La scrivente Segreteria Regionale O.S. Di.C.C.A.P., in merito all’articolo apparso sul sito Vasto Web il giorno 23.2.2012, dal titolo “Sospensione indennità Polizia Municipale, la replica del segretario Cisl Martelli”, per diritto di replica e per dovere di precisazione, comunica quanto segue.

1. Ancora una volta è da smentire che il Di.C.C.A.P. abbia abbandonato l’aula nella seduta di contrattazione del 15.2.2013, come falsamente affermato dal Segretario Cisl sig. Martelli. Si ripete che il Di.C.C.A.P. ha chiesto la verifica della corretta composizione della delegazione trattante di parte pubblica e, di fronte alla presa d’atto dell’assenza della maggioranza dei dirigenti del Comune di Vasto, ha eccepito che la trattativa non poteva essere proseguita. Dunque, in una simile situazione non aveva alcun senso che la delegazione di parte sindacale continuasse a rimanere in aula. Al riguardo si ricorda l’art. 10 del CCNL del 1.4.1999 dispone che “l’Ente individua i dirigenti che fanno parte della delegazione trattante di parte pubblica” ed il Comune di Vasto, con propria deliberazione, ha per l’appunto stabilito che fanno parte della delegazione trattante di parte pubblica “i dirigenti” del Comune di Vasto, che è bene precisare sono attualmente in numero di 5 unità. Pertanto, non è sufficiente per una corretta composizione della delegazione trattante di parte pubblica la sola presenza del Presidente, dott.ssa Rosa Piazza, sia perché essa, in senso strettamente tecnico, non è un dirigente dell’Ente, e sia perché essa svolge un ruolo di Presidente di tutta la delegazione trattante, sia quella di parte pubblica e sia quella di parte sindacale, e, con ogni evidenza, non può essere delegata sic et simpliciter a rappresentare sempre ed in ogni seduta tutti i Dirigenti dell’Ente. Quindi è da respingere l’accusa mossa dal Segretario Cisl, sig. Martelli, che l’eccezione sollevata dal DiC.C.A.P. all’inizio della seduta del giorno 15.2.2013, sia una “scusa”, come egli l’ha definita. Si ricorda poi al Sig. Martelli, ancora una volta, che le obiezioni relative alla composizione della delegazione trattante di parte pubblica erano state sollevate ancor prima della seduta del 15.2.2013, ma di fronte alle reiterate assenze da parte dei dirigenti del Comune di Vasto, si è reso necessario da parte del Di.C.C.A.P. richiamare il rispetto delle regole per una corretta prosecuzione della trattativa.
2. Il Segretario Cisl, sig. Martelli, sottolinea che il collega del Di.C.C.A.P., La Verghetta, è stato assente nelle precedenti riunioni, quasi come se volesse negargli di esprimere le proprie prerogative sindacali, ma questo non è né giusto, né corretto. Infatti va innanzitutto ricordato al collega Martelli che il Segretario Regionale Aggiunto Di.C.C,A.P., La Verghetta, ha partecipato alle trattative sindacali presso il Comune di Vasto per ben 15 anni, cosa che invece non può essere detta per il Martelli. Relativamente alle riunioni per il rinnovo del Contratto Decentrato Integrativo del Comune di Vasto il Segretario Regionale Aggiunto del DiC.C.A.P., La Verghetta, ha preferito lasciare il campo ad altri validissimi colleghi del suo stesso Sindacato, ma ciò non toglie che egli, quando lo ritenga utile o necessario per l’interesse dei lavoratori, abbia tutto il diritto di intervenire nella trattativa già iniziata, pur essendo stato assente nelle precedenti sedute.
3. Nel suo precedente comunicato il sig. Martelli, Segretario Cisl, dice: “se il Ten. La Verghetta si permette di scrivere che le sospensioni delle indennità non sono possibili, si vada a studiare il D.Lgs. 150/2009, che ha modificato alcuni articoli del D.Lgs. 156/2001”. Ebbene che dire? Colpisce innanzitutto il tono scortese, se non addirittura offensivo, dell’affermazione, ma su questo si preferisce non accettare la provocazione ed anzi si sorvola saggiamente poiché la frase del Martelli si commenta da sé! Ad ogni modo, si ricorda al sig. Martelli che forse sarebbe bene non confondere i ruoli di lavoro con i ruoli sindacali e pertanto il Segretario Regionale Aggiunto della O.S. Di.C.C.A.P., quando parla nella sua veste sindacale è il Dott. La Verghetta, mentre quando indossa la divisa è il Ten. La Verghetta. Detto questo il Dott, La Verghetta garantisce all’Illustre collega della Cisl di aver ottima conoscenza non solo del D.Lgs. 150/2009, che ha modificato il D.Lgs. 165/2001, ma di tutta la restante normativa che disciplina il complesso mondo del diritto sindacale e del lavoro. Tale conoscenza, è il caso di dire, si basa non solo sull’aver conseguito una laurea in giurisprudenza, ma anche su una lunga esperienza e pluriennale attività come rappresentante sindacale dei lavoratori, e pertanto il Segretario Regionale Aggiunto del Di.C.C.A.P., Dott. La Verghetta, conosce le leggi almeno tanto quanto l’illustre collega della Cisl.
4. Visto, comunque, che il collega Segretario Cisl, sig. Martelli, insiste così tanto sulla “sospensione delle indennità”, lo si invita a dire esattamente qual’è la norma dell’ordinamento giuridico che a fronte di effettive prestazioni di lavoro, per le quali i CCNL prevedono determinate indennità, legittima l’Amministrazione a procedere alla “sospensione” di tali indennità.
5. Il Segretario Cisl, sig. Martelli, dice che qualsiasi indennità va ricontrattata e che nessun diritto può essere considerato acquisito per sempre. Questo concetto può essere per molti aspetti condivisibile, ma sempre nei limiti dettati dalle normative vigenti. Nel caso specifico dell’indennità di rischio della Polizia Municipale va ricordato, ancora una volta, che l’art. 37 del CCNL del 14.9.2000 stabilisce inequivocabilmente che “sono comunque assicurate le condizioni di rischio già riconosciute presso l’ente”. Orbene i servizi prestati dalla Polizia Municipale erano già stati individuati come rischiosi sotto vari aspetti, e pertanto, in virtù della richiamata norma contrattuale, la relativa indennità di rischio va salvaguardata, e questo specialmente dal momento in cui le modalità ed i termini di svolgimento del servizio della Polizia Municipale non hanno subito alcun mutamento rispetto al passato, per ciò che attiene le condizioni di rischio a cui sono soggetti i lavoratori. Certo se il servizio di Polizia Municipale avesse subito dei cambiamenti radicali per cui determinati fattori di rischio non fossero più presenti, allora si potrebbe anche rimettere in discussione l’indennità di rischio, ma così purtroppo non è stato e per questo motivo appare assolutamente ingiusto voler privare la polizia municipale della indennità di rischio.
6. Il Segretario Cisl, sig. Martelli, poi cita l’art. 40 del D.Lgs. 165/2001, così come modificato dalla riforma “Brunetta” e da successivi Decreti, ricordando, giustamente, che “la contrattazione integrativa non può che svolgersi sulle materie previste dalla contrattazione nazionale, pena la nullità delle clausole che si discostano e la disapplicazione delle norme illegittime inserite nei contratti decentrati”. Ebbene, saprebbe spiegare allora il collega Martelli quali sarebbero “le clausole che si discostano” dai CCNL e “le norme illegittime”, relative all’indennità di rischio percepita dalla Polizia Municipale di Vasto, che sono state inserite nel contratto decentrato del Comune di Vasto? Nessuna risponde il Di.C.C.A.P., perché allorquando si individuarono i fattori di rischio relativi all’attività della Polizia Municipale, tali fattori trovarono il loro fondamento in solide previsioni normative che non potevano essere disconosciute, così come non possono essere disconosciute anche allo stato attuale, atteso che, come già detto sopra, il servizio della Polizia Municipale di Vasto continua a svolgersi alle medesime condizioni di rischio che erano presenti nel passato.
7. Il segretario Cisl, sig. Martelli, continua ancora a dire che in alcuni Comuni, non essendo stato rinnovato il Contratto Decentrato Integrativo, le amministrazioni hanno proceduto unilateralmente. Ora bisognerebbe vedere caso per caso, perché potrebbero esserci delle realtà in cui le Amministrazioni hanno unilateralmente proceduto laddove alcune vecchie regole contrattuali configgevano palesemente con innovazioni legislative più recenti, ed in tali casi le azioni unilaterali delle Amministrazioni potrebbero apparire anche come giustificate,  ma, lo si ribadisce ancora una volta, laddove gli istituti dei vecchi contratti decentrati non siano in contrasto con le leggi e con i CCNL, qualora l’Amministrazione procedesse unilateralmente commetterebbe una chiara condotta antisindacale. Al riguardo è il caso di evidenziare che il vecchio Contratto Decentrato del Comune di Vasto, seppur da aggiornare e riscrivere sotto vari profili, alla luce delle più recenti innovazioni legislative, non contiene norme in palese contrasto con le leggi e con i CCNL, almeno per quanto riguarda le più volte citate indennità, le quali, pertanto, devono necessariamente continuare ad essere corrisposte ai lavoratori, a fronte delle effettive prestazioni di lavoro per le quali esse sono previste; e questo anche nelle more della nuova contrattazione in atto, in base al ben noto principio della prorogatio.
8. Per quanto sopra detto, il Di.C.C.A.P. respinge nuovamente tutte le false accuse di “opportunismo” e di “ostruzionismo” mosse dal Segretario Cisl, sig. Martelli, rivendicando, anzi, il proprio ruolo a difesa di tutti i lavoratori del Comune di Vasto, ma specialmente a difesa delle categorie più deboli. Il Segretario Cisl, invece, nel suo comunicato apparso in data 23.2.2013, mostra una acredine verso tutti i lavoratori della Polizia Municipale che appare francamente ingiustificata, arrivando addirittura a dire che i “Vigili Urbani, fino ad oggi, hanno sempre avuto una posizione privilegiata e di riguardo, ai limiti, ed anche oltre quello consentito dalla normativa nazionale”. Simili frasi, non dovrebbero mai essere pronunciate da un sindacalista e pertanto ci lasciano basiti! Ma dove sono questi privilegi della Polizia Municipale? E’ un privilegio forse lavorare facendo dei turni con orari disagiati, mentre altri dipendenti comunali lavorano quotidianamente con orario 8-14 e possono poi godersi la famiglia nel resto della giornata? E’ un privilegio lavorare la domenica, a Natale, a Pasqua e in tutte le altre festività? E’ un privilegio dover spesso rinunciare alle ferie nel periodo estivo quando gli altri se ne vanno in vacanza o al mare? E’ un privilegio fare il turno di notte d’estate e trovarsi spesso in mezzo alle risse scatenate da persone incivili e delinquenti di ogni specie? E’ un privilegio lavorare sotto acqua, neve e vento, in condizioni climatiche avverse, col freddo pungente d’inverno e col caldo asfissiante d’estate? E’ un privilegio essere insultati, minacciati, aggrediti e spesso anche malmenati nello svolgimento delle proprie funzioni? E’ un privilegio avere la più alta percentuale di infortuni sul lavoro tra i lavoratori del Comune? E’ un privilegio portare, maneggiare e custodire pericolose armi da fuoco? E’ un privilegio rischiare di essere investiti mentre si presta servizio sulla strada? E’ un privilegio essere una delle categorie di lavoratori più a rischio di malattie respiratorie e di tumori ai polmoni? Dunque prima di fare determinate affermazioni bisognerebbe riflettere un po’ di più! E non si risponda che questi sono i disagi ed i rischi legati al lavoro che noi abbiamo scelto, perché è proprio in quanto determinate tipologie di lavoro comportano certi rischi e certi disagi che le norme prevedono corrispondenti indennità. La Polizia Municipale di Vasto non ha mai rubato i soldi a nessuno, La Polizia Municipale di Vasto è uno dei Settori più produttivi del Comune, e lo dimostrano i dati relativi alle attività, che sono ogni anno costantemente in crescita, nonostante l’organico del Corpo sia ridotto al lumicino (26 addetti effettivi contro i 58 previsti dalla legge). La Polizia Municipale di Vasto è il Settore del Comune nel quale si rileva il più basso tasso di assenteismo. Questi sono i fatti, altro che privilegi. Il resto sono solo pregiudizi, illazioni, pettegolezzi di basso livello e false affermazioni che non meritano risposta.
9. Il collega della Cisl, Martelli, poi fa un po’ di confusione quando dice che una categoria C del Vigili Urbani di Vasto ha avuto uno “stipendio accessorio” nell’anno 2012 pari al 150% di quello di una categoria D con incarico di posizione organizzativa. Ed infatti una cosa è lo “stipendio”, ed un’altra è il “salario accessorio”, e peraltro sarebbe anche falso affermare che sia lo “stipendio” che il “salario accessorio” di un Agente di Polizia Municipale in categoria C siano superiori a quelli percepiti da una Categoria D con incarico di “Posizione Organizzativa”. 
10. Per quanto riguarda le altre categorie più deboli tra i lavoratori del Comune, ovvero gli Operai di cat. A e di cat. B, si vuole ricordare al Segretario Cisl, sig. Martelli, che il Di.C.C.A.P. ha proposto l’innalzamento della indennità di disagio nella misura in cui tale indennità viene attualmente percepita dagli Agenti della Polizia Municipale di cat. C (con esclusione degli Ufficiali di cat. D). Al riguardo è anche il caso di precisare che è del tutto falsa l’affermazione fatta dal collega Martelli, secondo cui i “Vigili Urbani” percepirebbero una indennità di disagio “con trattativa diretta fuori dalle sedi”, giacchè l’indennità di disagio della Polizia Municipale è stata contrattata al tavolo delle trattative con l’Amministrazione Comunale e con tutte le Rappresentanze Sindacali e forse il collega Martelli non sa queste cose perché era egli ad essere assente in quelle trattative.
11. Il Di.C.C.A.P., inoltre è fortemente contrario al divieto di cumulo tra l’indennità di rischio e l’indennità di disagio, che invece altre sigle sindacali vorrebbero forzatamente inserire nel contratto decentrato, e che andrebbe a discapito proprio delle categorie più deboli, specialmente gli operai del Comune. Il Di.C.C.A.P. infatti ritiene che tutti, e si sottolinea tutti, gli Operai del Comune di cat. A e di cat. B debbano percepire sia l’indennità di rischio che l’indennità di disagio a causa delle loro particolari attività lavorative, anche perché non vi è alcuna norma dei Contratti Collettivi Nazionali di lavoro che vieti tale cumulo.
12. Alla fine del suo comunicato del 23.2.2013 il Segretario Cisl, sig. Martelli, si rivolge ai colleghi della Polizia Municipale dicendo che essi non possono continuare a pretendere di percepire “istituti di salario accessorio non previsti dalla normativa nazionale”! Ebbene, al collega Martelli noi del Di.C.C.A.P. rispondiamo che la normativa nazionale non prevede affatto delle espresse esclusioni di istituti di salario accessorio per gli appartenenti alla Polizia Municipale. In realtà vi è un solo istituto di salario accessorio che è limitato dall’art. 17, comma 2, lett. e) del CCNL 1.4.1999 alle sole categorie A, B e C, e questa è l’indennità di disagio, che, infatti, gli “Ufficiali” di Polizia Municipale di “categoria D” non hanno mai percepito, ma che invece può ben spettare agli “Agenti” di Polizia Municipale in “categoria C”. Queste sono le norme e sono sancite nei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro e non possono essere rovesciate con forzate interpretazioni restrittive che si vogliano inserire nei Contratti Decentrati Integrativi di livello inferiore.
Vasto, 24.2.2013
per la Segreteria Regionale Di.C.C.A.P.
Il Segretario Regionale Aggiunto
Dott. Luigi La Verghetta

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