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Stalking: perseguita il proprietario di un'altra attività. Denunciata

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VASTO. Lo stalking può manifestarsi in varie forme e non riguarda solo i rapporti tra ex fidanzati, come si potrebbe pensare, ma anche atteggiamenti molesti sul luogo di lavoro o con un vicino di casa. E’ quello che è accaduto al titolare di un’attività commerciale, che ha avuto la colpa di aprire il proprio negozio,  specializzato nella vendita di prodotti tipici locali,  proprio vicino a quello della sua “stalker”, una donna di 61 anni, a sua volta titolare di un negozio di arti grafiche. La donna da mesi aveva preso di mira la nuova attività, mettendo in atto una serie di comportamenti invadenti e di offensivi. Secondo la donna, la nuova apertura del negozio di prodotti tipici, posta vicina al suo negozio, avrebbe danneggiato la sua attività per il solo fatto di esistere, anche trattandosi di commerci completamente diversi per la loro natura. Oltre ad ingiuriare e a minacciare il vicino ad ogni occasione con dei comportamenti solitamente molesti ed arroganti, aveva anche cercato di allontanare i clienti dal negozio, convincendoli a non comprare i suoi prodotti del rivale  perché scaduti e comunque  trattati con pesticidi. I dispetti sono andati avanti per due anni senza tregua. In alcuni casi la stalker attendeva che i turisti si fermassero davanti alla vetrina della vittima per gridare al loro indirizzo che quel negozio ( la presunta concorrenza) aveva prodotti falsi e pericolosi per la salute, addirittura avvelenati.  In un episodio aveva fermato i passanti riferendo loro che dal negozio in questione fuoriusciva un forte odore di insetticida e che, entrando, avrebbero corso il rischio di rimanere intossicati. A tal proposito aveva  sottolineato che lei stessa era stata costretta a recarsi in ospedale perché avvelenata dal DDT. In un altro episodio aveva chiamato i Carabinieri riferendo loro di essere stata avvelenata dalla  “criolina” che il commerciante aveva adoperato sui prodotti che vendeva. In qualche occasione aveva anche indossato una mascherina spiegando che era l’unico modo per evitare che le si bruciassero le corde vocali a causa dei veleni utilizzati dal vicino. Spesse volte era accaduto che si era rivolta in maniera ingiuriosa anche  nei confronti dei clienti del negozio, davanti ai quali non mancava di sottolineare che avrebbe perseguitato la vittima fino a che non avrebbe chiuso quella “fogna di negozio”. Come se non bastasse, la stalker aveva montato un condizionatore posizionando il motore in modo da indirizzare il getto d’aria calda verso il predetto negozio e aveva fatto installare, senza alcun cartello di preavviso un sistema di telecamere a circuito chiuso orientato proprio in direzione della vittima per controllarne i movimenti. Questo tipo di condotta aveva  arrecato nella vittima un grave stato d’ansia, soprattutto dopo l’ultimo episodio quando la donna, approfittando  di un black aut che aveva interessato l’intera zona, aveva pensato di dare all’uomo la responsabilità dell’accaduto, accusandolo di aver manomesso gli impianti elettrici. A questo punto la vittima aveva richiesto l’intervento della Polizia, non sapendo più come difendersi dalle continue persecuzioni della donna e dalle sue accuse. Una moltitudine di episodi che avevano finito per condizionare il normale svolgimento della vita dell’uomo e della sua famiglia e che l’avevano portato a pensare di trasferire altrove la loro attività commerciale. Personale del Commissariato, coordinato dal Dirigente Dr. Cesare Ciammaichella, ha avviato le indagini del caso, individuando quattro testimoni della parte offesa, in grado di ricostruire i fatti di reato e di rendere provata la denuncia. L’atteggiamento ingiurioso nel tempo, si è rivolto anche ai familiari del negoziante vittima, con un crescendo di umiliazioni e di offese che andavano ben oltre la semplice provocazione. Se dovessero insistere tali comportamenti, alla denuncia seguirà la diffida degli organi competenti. La donna  rischia di  essere punita con la reclusione da 6 mesi a 4 anni, ai sensi dell’art. 612 bis del codice penale.
paolacalvano@vastoweb.com

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