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Omicidio Strever: la Procura cerca di riportare a Vasto l'assassino

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VASTO. Il sostituto procuratore Giancarlo Ciani ha chiesto il trasferimento nel carcere di Torre Sinello di Hamid Maathaoui, 36 anni. L’uomo che per il momento resta nel carcere pugliese è accusato di omicidio aggravato e rapina. Ha confessato di avere ucciso Michela Strever. A Vasto le indagini proseguono focalizzando l’attenzione sulla casa del delitto. Il giorno dell’omicidio Michela aspettava Hamid Maathaoui. L’agendina trovata dagli investigatori con il nome del nordafricano e il suo recapito telefonico rivelano che la poveretta ha forse chiamato la sera prima del delitto il suo assassino. Il mattino dopo quando Hamid è arrivato potrebbe avere lanciato lei stessa il mazzo di chiavi al suo carnefice dalla finestra come faceva ogni domenica con il parroco. Non è stato facile per i carabinieri scoprire che quell’Hamid a cui Michela Strever affidava tanti lavoretti era Maathaoui. Altrettanto difficile è stato scoprire dove fosse finito il nord-africano. Grazie ai tabulati telefonici i carabinieri sono arrivati a Barletta in Puglia. Hamid Maathaoui si era rivolto ad una organizzazione umanitaria per avere un pasto caldo al giorno. Per due mesi ha vissuto di espedienti. Non è escluso che stesse aspettando il momento più propizio per imbarcarsi clandestinamente e lasciare l’Italia. I carabinieri sono arrivati forse appena in tempo. Se l’uomo fosse riuscito a lasciare l’Italia sarebbe stato difficilissimo riportarlo indietro. Il suo arresto non è tuttavia un punto d’arrivo, ma piuttosto il punto di partenza di una intricatissima vicenda che promette nuovi colpi di scena.
paolacalvano@vastoweb.com

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