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L'analisi del voto del segretario cittadino del Pd, Antonio Del Casale

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VASTO. Aveva deciso di non commentare i risultati delle recenti elezioni politiche, Antonio Del Casale, segretario vastese el Pd, ma a qualche giorno di distanza cambia idea e dal suo blog dichiara :”Non mi aspettavo questo risultato elettorale; in particolare non mi aspettavo un PD incapace di andare oltre il proprio elettorato tradizionale, un recupero del PDL ben oltre le più rosee previsioni mentre l’avanzata di Grillo era nell’aria e in parte l’avevo messa in conto.
Un dato di cui si deve assolutamente tenere conto, e posso dirlo dopo aver fatto una campagna elettorale porta a porta e paese per paese in tutto il mio comprensorio, e che evidenzierò a qualche dirigente che cerca di trovare capi espiatori in giro per la nostra Regione è stato il peso del trend nazionale.
Come ho avuto modo di dire nel mio discorso di chiusura al Politeama Ruzzi, questa è stata una campagna elettorale completamente mediatica giocata tra televisione e web e il Berlusconi e Grillo hanno nettamente sfondato nell’elettorato mentre Bersani (che reputo persona capace, affidabile e competente), con le sue proposte sicuramente più concrete è risultato macchinose rispetto agli slogan ad effetto; è quindi rimasto indietro in questa battaglia non riuscendo a convincere gli indecisi.

In Abruzzo il dato è evidente perchè i quadri locali del PDL sui territori non hanno in alcun modo fatto campagna elettorale, cosi come sia le liste pidielline che grilline sicuramente non presentavano indici di competenza maggiori rispetto alle nostre (Razzi docet) ma hanno goduto e usufruito della forza populista e prorompente dei propri leader nazionali.
A Vasto sul versante del centro-destra ho visto solo i candidati di Fratelli d’Italia impegnarsi sui territori alla ricerca di voti eppure il risultato elettorale è molto magro (intorno al 3%) mentre i rappresentanti del PdL praticamente non hanno messo il naso fuori da casa eppure hanno superato il 20% (tra i risultati più bassi in Abruzzo); questo fenomeno è evidente anche nel PD dove i candidati hanno spostato pochi punti percentuali non per demeriti  ma per un contesto che ha visto gli italiani più attenti alla contesa nazionale e agli slogan che alle tematiche territoriali e le logiche di rappresentanza che i candidati locali che le incarnavano.

Non siamo inoltre riusciti a far appassionare gli Italiani a temi specifici del nostro programma, sicuramente molto più concreti e argomentati ma che hanno reso il nostro programma meno chiaro ed efficace rispetto ad argomentazioni che sono diventate di dominio pubblico con un Berlusconi riconoscibile per l’abbattimento dell’imu (la letterina  ha fatto dimenticare che è stato il suo Governo a toglierla a tutti senza distinzioni e poi a reinserirla) e del condono fiscale tombale e con Grillo identificato come quello che spazza via tutto e tutti.

Davanti a queste proposte populiste e strumentali, ma chiare e comprensibili agli occhi degli elettori, i buoni propositi del programma elettorale del centro-sinistra è andato a farsi benedire.
Il centro-sinistra non è stato in grado di intercettare il malumore e lo sconforto che serpeggia nel nostro Paese e nonostante la volontà di voltare pagina, nonostante un rinnovamento vero all’interno del Partito anche in ruoli di responsabilità, nonostante un impegnativo e serio programma elettorale non siamo stati in grado di trasmettere oltre il nostro elettorato la nostra voglia di Italia Giusta che abbiamo ancora in mente.

Ultimo punto, la vera chiave di lettura, è la legge elettorale. Non è possibile che l’Italia non sia munita di correttivi come il doppio turno alla francese e le soglie di sbarramento alla tedesca, che non abbia una legge sui Partiti e che prevalgono due criteri di attribuzione dei premi di maggioranza su scala nazionale e locale.

paoladadamo@vastoweb.com

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