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Tassone non consentirà di liquidare l’Udc ed in Consiglio nazionale andrà per rilanciare il Partito

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CASALBORDINO. Oltre duecento persone hanno partecipato sabato scorso a Casalbordino all’incontro promosso dal capogruppo in consiglio regionale dell’Udc, Antonio Menna. Un’occasione per parlare dopo le recenti scelte dalla direzione nazionale del partito con l’indicazione dei candidati per il Parlamento, che ha raccolto in termini di consenso l’ 1,78% in Italia e ancora meno in Abruzzo con l’1,75%.

Valori, storia e idee che Casini, Cesa e Buttiglione ora vogliono cancellare con l’adesione a un gruppo unico con Monti alla Camera dei deputati che vorrà dire la morte per asfissia dell’Udc.

 «Con Monti non abbiamo nulla da spartire – ha detto Menna – la nostra è una storia diversa, Monti rappresenta il mondo bancario e dei potentati che nulla hanno a che vedere con il nostro partito interclassista». Menna ha spiegato che l’Udc ha vissuto nel solco di uomini come Luigi Sturzo, Alcide De Gasperi, Aldo Moro, Giuseppe Spataro e Remo Gaspari.

Nel suo intervento Mario Tassone ha ribadito la sua volontà di «ricostruire un partito che ha ottenuto un risultato disastroso e non ho intenzione di rottamare nessuno, ma voglio salvaguardare i principi ispiratori dello scudocrociato e la sua storia». Analizzando il risultato per la Camera dei deputati Tassone ha detto che «sono stati fatti degli errori in campagna elettorale, ma prima ancora del responso delle urne, eravamo nati come partito di centro moderato di ispirazione cristiana e ci siamo alleati con chi non avevamo nulla a che fare. Il vicesegretario nazionale ha insistito sulla necessità di recuperare il valore del popolarismo che ha consentito all’Udc di continuare a esistere dopo la stagione di tangentopoli e la scomparse della Dc. «La vicenda ultima dell’Abruzzo è emblematica, un esempio plastico della visione del Partito che decide tutto a Roma e se ne frega dei dirigenti regionali e del sentire della gente». Tassone non consentirà a nessuno di liquidare l’Udc e in Consiglio nazionale andrà per rilanciare il Partito «perché è un delitto perdere lo scudocrociato per aderire alla lista Monti».

Il capogruppo regionale dell’Udc ha voluto affidare a Tassone le istanze dell’Udc abruzzese perché rappresenti, giovedì prossimo 7 marzo nel corso del Consiglio nazionale, la voce del dissenso di chi in questi anni ha rappresentato il centro in Abruzzo avendo il coraggio di presentarsi alle Regionali 2008 in contrapposizione alla destra quanto alla sinistra, con candidato presidente Rodolfo De Laurentiis e raccogliendo come lista il 5,61%.
Numerosi sono stati gli interventi di amministratori comunali e iscritti all’Udc che hanno voluto manifestare il loro dissenso per quanto è accaduto in questi ultimi mesi nel Partito in Abruzzo.  

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