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Lettera aperta di alcuni lavoratori che ribattono alle dichiarazioni sindacali

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SAN SALVO. Sono migliaia i lavoratori del Vastese che attraversano un periodo drammatico. La paura spesso sfocia in rabbia. I sindacati cercano di aiutarli ma non sempre è possibile. Ed è sempre più difficile anche per il cronista dipingere un quadro corrispondente alla realtà. Capita che la verità venga omessa o taciuta. Non sappiamo a chi si riferisce in particolare il lavoratore che ha scritto a Vastoweb. Tuttavia la sua lettera è una drammatica testimonianza che non può essere taciuta. “Qualche giorno fa abbiamo letto, sul web, alcuni articoli con dichiarazioni di alcuni esponenti sindacali, riguardanti la situazione della Pilkington e della discussione sul nuovo premio di partecipazione. In merito alla situazione sul futuro della società esprimiamo qualche perplessità e dubbi poiché non si conoscono ancora i piani e il budget nel nuovo anno. Ai lettori va rammendato che per la società l’anno finanziario e produttivo inizia il primo di Aprile. Mancano pochi giorni e noi lavoratori non conosciamo ancora nulla, la speranza è che il sindacato sappia qualcosa e che quanto prima informi noi lavoratori. Per il premio, leggiamo, che si stanno incontrando la società e il sindacato per trovare un accordo. Si legge che si sono proposte alternative a quanto prospettato dalla società. In fabbrica circolano voci, non confermate, che il premio sarà costruito in modo che difficilmente si potrà raggiungere un risultato economico soddisfacente per noi lavoratori. Si dice anche che gran parte del premio sarà legato alla presenza, e probabilmente si metteranno in discussione diritti di legge frutto di conquiste politiche e sindacali dei lavoratori. Salgono le inquietudini in mezzo ai lavoratori, si respira un clima non positivo, non può essere diversamente se si mettono in discussioni diritti acquisiti.  Leggiamo anche che una volta trovato l’accordo si indiranno le assemblee per vedere se i lavoratori sono d’accordo.  Noi crediamo che sia più giusto chiedere prima ai lavoratori e poi chiudere l’accordo.  Un gruppo di lavoratori”.
paolacalvano@vastoweb.com

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