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Donne adescate e filmate durante gli incontri, a maggio il processo a porte chiuse

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VASTO. Si svolgerà rigorosamente a porte chiuse il processo per estorsione e violenza a carico di A.R. 35 anni l’insospettabile operaio di una multinazionale della Val di Sangro arrestato a fine novembre dopo la denuncia presentata ai carabinieri da una delle presunte vittime. Il processo si terrà il 7 maggio. Il difensore dell’indagato, l’avvocato Giovanni Cerella ha chiesto e ottenuto il rito abbreviato. L’operaio, attualmente agli arresti domiciliari, ma può uscire per andare a lavorare ogni giorno dalle 14 alle 22. Deluse le ragazze che avrebbero preferito il rito ordinario per poter essere messe a confronto con l’accusato. “L’uomo ricattava le ragazze conosciute in chat. Sceglieva le “vittime” sul web, le riempiva di complimenti e galanterie fino a quando non si convincevano ad incontrarlo. Nessuna di loro immaginava che la stanza da letto di A.R. fosse diventata una sorta di candid camera. Ad ogni rapporto sessuale l’uomo accendeva le telecamere. L’incubo per le ragazze cominciava quando stanche di dover sottostare a richieste sempre più ardite decidevano di troncare la relazione. “A quel punto scattavano i ricatti. A.R. minacciava di diffondere in rete i filmati in suo possesso”, è stata la ricostruzione dei fatti del capitano dei carabinieri, Giancarlo Vitiello nel corso di una conferenza stampa. Le indagini sono andate avanti nel più stretto riserbo. Nella camera da letto dell’operaio i carabinieri hanno sequestrato una telecamera e il computer con i nickname delle donne adescate. “Il mio cliente non ha mai costretto nessuna donna a seguirlo. Le ragazze erano consenzienti e lo dimostreremo nel corso del processo”, assicura l’avvocato dell’operaio.
paolacalvano@vastoweb.com
 

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