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Farmacia in rosa nove donne ed un solo maschio

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VASTO. Intervista al dr. Filippo Pietrocola, titolare della più antica farmacia vastese, con personale tutto al femminile.

Lei lavora con tante donne. E’ una scelta o un caso? Ritengo di non essere il solo ad avere personale quasi tutto femminile, perché esistono varie attività, manufatturiere, studi professionali, nel terziario, supermercati in cui il personale è in prevalenza composto da donne. Ed in alcune realtà abbiamo avuto contezza delle difficoltà come ad esempio la Golden Lady. Quindi ritengo che vi siano alcuni settori in cui la prevalenza femminile sia un fatto consolidato, anche se sempre meno rispetto al passato.

Quando ho iniziato la mia attività da titolare di farmacia, ereditata da mio padre, avevo solo due dipendenti, entrambe donne che lavorano in farmacia da prima di me, e quindi l’abitudine era già volta al femminile anche se in tempi pregressi c’erano stati dipendenti maschi. Da allora si sono avvicendate molte persone quali miei collaboratori, e quasi tutte donne, perché solo in due o tre occasioni ho avuto dipendenti maschi.

Devo rilevare che l’interruzione del rapporto di lavoro è stato per i maschi legato a scelte professionali, mentre per le signore, quasi sempre sono stati fatti legati a vicende familiari a causare l’interruzione della collaborazione. Ed è questo un fatto che la dice lunga sull’atteggiamento che le donne hanno nei confronti del lavoro, con un occhio vigile tuttavia a tutta un’altra serie di accadimenti.

La più anziana delle mie collaboratrice è con noi da 35 anni e l’ultima stagista da soli sei mesi. Ed ho un solo dipendente maschio, che ad esempio condivide con me l’onere dei servizi notturni, cosa per cui le “ragazze” si stanno attrezzando. Se ci fosse maggiore sicurezza la condivisione del lavoro anche nelle ore più pericolose sarebbe totale.

Credo che la sensibilità delle donne nel nostro lavoro completi la indubbia professionalità necessaria, che non è prerogativa di nessun genere, ma sicuramente nell’approccio con chi frequenta una farmacia e che quindi ha un problema, per piccolo o grande che possa essere, risulti forse più adeguato ed incuta minore soggezione anche se la determinazione ferrea delle donne è indiscutibile.

Come ha festeggiato con le sue dipendenti la festa della donna? Ci deve essere un tacito accordo tra noi,  per cui pur avendo visto qualche mimosa circolare in farmacia, non ne abbiamo fatto menzione, abbiamo lavorato, collaborato fianco a fianco aiutandoci, rispettandoci, volendoci bene come per noi è tutti i giorni, non solo l’8 marzo.

paoladadamo@vastoweb.com

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