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Bischia:"Mi auguro che la politica corregga il tiro per il progetto Ombrina mare"

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VASTO. «Mi auguro -dichiara il consigliere comunale Andrea Bischia- che tutti coloro che hanno a cuore il bene comune s’impegnino a difendere la Costa Teatina con tutti gli uomini e le donne che vi abitano.
Bisogna fermare Ombrina Mare, fermare ogni progetto petrolifero e di sfruttamento selvaggio dell’ambiente naturale.

Mi aspetto  una mobilitazione immediata da parte degli enti, dalla Regione alla Provincia ai Comuni, per attivare le procedure di un ricorso al T.A.R.

L’avanzamento del progetto Ombrina Mare rivela come i partiti siano ormai al servizio dei grandi poteri economici e siano del tutto sordi alle richieste che provengono dalle comunità locali, le quali da anni si battono per cercare di salvaguardare il proprio futuro. Una politica al servizio delle lobbies e non dei cittadini, a destra come a sinistra.
Le attività petrolifere “autorizzate” si svolgeranno a poche miglia dalla costa proprio di fronte l’istituendo Parco nazionale della costa teatina. Una scelta, assolutamente incompatibile con il percorso di tutela e valorizzazione del territorio scelto dalle Comunità locali».
Legambiente ha chiesto con forza l’abrogazione dell’articolo 35 del decreto sviluppo, definendolo un vero e proprio condono alle trivelle petrolifere nel mare italiano che continua a mettere fortemente a rischio l’ambiente marino, costiero e lo sviluppo dei territori.

Ricordiamo che nella notte  frà il 21 e il 22 gennaio sono stati riversati in mare circa 1000 litri di petrolio nell’adriatico dalla piattaforma “rospo di mare” a 12 miglie tra la costa vastese e quella di termoli.   
Gli idrocarburi sono stati riversati in mare fra due riserve naturali – Punta Aderci e la Dune di Marine di Vasto. Il WWF riporta l’avvistamento di almeno sei uccelli sporchi di petrolio.  Subito la Edison ha inviato un comunicato stampa in cui certificava al termine di una giornata di interventi di squadre di soccorso e di sommozzatori e forse di qualche prestigiatore, l’assenza di greggio in mare.

Dal 1982 ad oggi -continua Bischia-sono stati estratti da Rospo Mare circa 92 milioni di litri di petrolio – o meglio, di melma petrolifera. In Italia ne usiamo 1.5 milioni di litri al giorno. E cioe’ Rospo Mare da’ all’Italia lo 0.005 circa del suo fabbisogno nazionale energetico.

Attaccata a Rospo Mare c’e’ una nave FSO, ormeggiata ai fondali marini vicino alle piattaforme che hanno lo scopo di stoccare il petrolio e convolgiarlo al momento opportuno su petroliere. Queste FSO sono in genere vecchie navi riconvertite e costano poco in manutenzione.Il tutto a 20km dalla costa

Ma i 1000 litri di Rospo Mare non sono niente in confronto ad Ombrina Mare.

 Ombrina mare -conclude il consigliere comunale vstese- sorgera’ vicino ad una riserva di pesca finanziata dall’UE e ospiterà una nave FPSO,  che eliminerà gli scarti sulfurei con desolforatore, inceneritore e fiamma costante in bella vista”.

paoladadamo@vastoweb.com

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