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"Le amministrazioni si riapproprino delle responsabilità"

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VASTO. Il segretario cittadino del Partito Democratico, Agostino Monteferrante, è intervenuto sulla questione dei consorzi industriali e la pianificazione del territorio. La crisi economica, nel vastese non è diversa da quella nazionale, con decine di casi aperti di crisi conclamate ed operai in strada.

Argomentare lo stato dell’arte –continua Monteferrante-risulta  essere stancante, a volte strumentale. E’ certo però che occorrono azioni immediate e concrete.
Senza cadere nella banalità di ricette generaliste ai limiti del qualunquismo politichese pongo una questione, un argomento di discussione improcrastinabile: la pianificazione del territorio, la sua gestione, la questione Consorzi Industriali.

Ebbene ciò che era nato nella seconda metà del secolo scorso per promuovere lo sviluppo industriale oggi rischia di diventarne il freno.
Il nostro territorio impegnato in buona parte da aree a destinazione  industriale continua a basare la propria idea di sviluppo su un piano adottato nel1994, approvato nel 1997 .
Ne segue un completo scollamento tra normative, convenzioni, destinazioni d’uso, localizzazioni, dimensionamenti,  modalità di finanziamento, della datata pianificazione e le contemporanee esigenze delle aziende e certamente con l’idea di sviluppo che la popolazione residente nel frattempo ha maturato.

Tutto questo –spiega il segretario cittadino- abbinato ai  termini scaduti dei vincoli di una pianificazione con durata decennale, genera contrasti continui tra le esigenze di investimento, poche, di pochi coraggiosi, e l’inadeguatezza normativa con necessarie, continue, richieste di deroghe e conseguenti inaccettabili dilatazioni dei tempi di approvazione di qualsiasi  progetto .
Al netto della buona volontà degli uffici tecnici, comunque inchiodati, nelle proprie determinazioni, alle vecchie normative,  scontiamo la gestione commissariale che per definizione è gestione asettica dell’esistente, in regime di eterna prorogatio. 

Tutto questo in un periodo di crisi così forte è incomprensibile ed inaccettabile.
Non può bastare aspettare all’ombra delle riforme regionali dei consorzi, non ancora attuative,  certamente non risolutive, al momento nemmeno valutabili in termini di reale efficacia sui problemi concreti dello sviluppo economico e che sembrano piuttosto rappresentare esclusivamente alibi dilatori.

Negli anni  abbiamo creato associazioni di comuni, sportelli unici, patti territoriali in un progetto che, o va avanti in una concreta assunzione di responsabilità, nella gestione del territorio,  o rischiamo di vedere ogni speranza di crescita fermarsi nelle strettoie di norme,convenzioni ,diritti di segreteria, bolli, pareri ed a volte opinioni fuori dal tempo.
Occorre che oggi, adesso, le pubbliche amministrazioni, i comuni per primi, (lasciamo stare le province titolate ma deboli) si riapproprino  della responsabilità degli atti di indirizzo facendo sentire la propria voce.

I comuni rivendichino le proprie prerogative, i sindaci facciano sentire la propria voce, gli enti locali si riprendano in diritto di determinare il futuro del territorio che amministrano.
Questa incredibile situazione–conclude Agostino Monteferrante- di stallo rischia seriamente di mandare all’aria ogni volontà di credere ancora che ,in questa terra,si possa far nascere qualcosa di positivo, nella constatazione triste che continuerebbe sempre  a mancare un timbro da qualche parte a fermare ogni impresa.

redazione@vastoweb.com

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