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Primo mese di legislatura per Amato e Castaldi

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VASTO. Nel 1978 Guglielmo Zucconi, uno dei più grandi giornalisti del ventesimo secolo, e deputato al Parlamento, usciva, per  i tipi di Rusconi con un libro dal titolo “La paga del deputato” reportage confessione dal Palazzo del potere, aggiungiamo noi di un’epoca un po’ romantica e per oggi démodé in cui si raccontava il travaglio logistico oltreché lo sdraticamento mentale di un eletto ai massimi livelli della politica nazionale che pur perdeva le proprie piccole abitudini a fronte di una retribuzione che non sempre riconsentiva di ripristinarle nella capitale.

 I deputati allora avevano cinquanta anni o sessanta ed erano assai più vecchi dei cinquantenni-quarantenni di oggi e pertanto una capacità di adattamento di molto inferiore. Vi si narra di condivisioni di trasporti tra acerrimi avversari politici che avevano casomai da poco finito diatribe aspre e senza sbocco nelle aule del potere.

Ma parliamo di un’epoca in cui non esistevano le grandi cucine i grandi vini una miriade di hotel lussuosi cose che abbiamo visto praticate per decenni fino a diventare un modello da imitare nella ricerca di un posto al sole del Parlamento. Gli italiani hanno avuto la sensazione che avere un posto in politica volesse dire bei vestiti, privilegi, possibilità economiche e non solo per sé e per il proprio entourage occludendo poco a poco quella parte di pensiero che doveva considerare la gestione di responsabilità tanto grande da far tremare le vene ai polsi.

Di questo argomento si riparla in questi giorni, in primis perché gli italiani, vogliono fortemente che gli esponenti politici guadagnino di meno, che si spenda di meno per i loro benefit, che sia chiaro dove, come e quando costa mantenerli a Roma esattamente come si fa per un figlio all’Università.

Tutti i partiti si dicono disponibili a tali drastiche riduzioni ma nessuno le attua al momento, anche il movimento di Grillo paladino principe di questa battaglia pare abbia sbagliato i conti, tanto che i propri deputati dovrebbero vivere una sorta di comune sessantottina dormendo in sacco a pelo o quasi in modo tale da non assicurare la dovuta lucidità in aula o in Commissione.

Insomma è un argomento del quale tutti parlano, nessuno si occupa in concreto e i cui dati iniziali e finali sono più che mai nebulosi e badate bene si tratta di soldi, di numeri, quindi niente di più facile da essere spiegati in termini esatti ed inequivocabili.

Vastoweb invita i rappresentanti parlamentari della città: Onorevole Maria Amato e Senatore Gianluca Castaldi a pubblicare senza infingimento alcuno le loro paghe, i loro benefit, le loro spese, i contributi eventuali ai partiti politici di appartenenza per poter fare chiarezza su un argomento che agli italiani, soprattutto quelli che hanno meno di 8500 euro l’anno (soglia di povertà) sta a cuore, sta a bocca, sta a stomaco.

 Anche gli altri esponenti politici (consiglieri regionali, provinciali, sindaci, presidenti e consiglieri di enti strumentali), potranno fare lo stesso e Vastoweb li ospiterà con tutto lo spazio che meriterà questo ampio, ci auguriamo, outing delle retribuzioni e dei benefit.

 Il nostro obiettivo è quello che parlando tra noi cittadini normali non si possa dire più “Quell’Onorevole, o quel cittadino prende un sacco di soldi ed ha un sacco di privilegi” ma, come precisione estrema “prende questa cifra in Euro ed ha esattamente questi privilegi”. Con la speranza ancora più recondita di poter aggiungere lavora tanto per il bene dell’Italia e se li merita tutti.

Paola D’Adamo     paoladadamo@vastoweb.com

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