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In attesa di giustizia le vittime del presunto estorsore

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VASTO. Chiede giustizia ed è decisa ad aspettare la sentenza fuori dall’aula del tribunale una delle presunte vittime dei ricatti a luci rosse dell’operaio vastese di 35 anni arrestato a fine novembre per estorsione e violenza sessuale. 
Il processo si celebrerà il 7 maggio con il rito abbreviato e a porte chiuse. Nessuna delle ragazze denuncianti potrà assistere. Una di loro è decisa ad attendere fuori dalla porta l’esito dell’udienza. L’indagato, da cinque mesi ai domiciliari (con facoltà di andare a lavorare in fabbrica) sarà assistito dall’avvocato Giovanni Cerella. 
Secondo i carabinieri, l’uomo ricattava le ragazze conosciute in chat. Le attirava fingendo di essere romantico e gentile. Qualcuna accettava di avere con lui una relazione. Le ragazze non sapevano che la camera da letto dell’operaio era una sorta di Candid Camera. Lui filmava gli incontri e quando le ragazze manifestavano l’intenzione di interrompere il rapporto minacciava di diffondere in rete i filmati. 
L’andazzo è andato avanti fino a quando una delle vittime ha trovato il coraggio di chiedere aiuto ai carabinieri. Nella camera da letto del trentacinquenne i militari hanno trovato telecamere e computer con i nomi delle donne adescate. “Il mio cliente non ha adescato proprio nessuna. Le ragazze lo seguivano spontaneamente”, insiste l’avvocato Cerella. Diversa l’opinione delle vittime.
Undici le ragazze ascoltate dai carabinieri. Una in particolare ha fornito dettagli precisi e materiale agli investigatori per incastrare l’operaio.  
paolacalvano@vastoweb.com

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