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Rifiuti dal Lazio, il PD invoca chiarezza sugli accordi e sui siti scelti

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CHIETI. Richiesta di convocazione urgente della Commissione Consiliare “Ambiente ed Urbanistica” da parte del capogruppo del P.D. alla provincia di Chieti, Camillo D’Amico:
“Gentilissimi Presidenti della Provincia e commissione consiliare,  Assessore all’Ambiente ed Ecologia, da ufficiali note di stampa abbiamo appreso che la regione Lazio ha sottoscritto con l’Abruzzo un accordo della durata di 30 giorni per lo straordinario conferimento di rifiuti pari a 9 mila tonnellate.  Non c’è certezza alcuna su quali tipologie di rifiuto si tratta ne su quali siti andranno stoccati; parrebbe, sempre dalla lettura delle agenzie, che questi dovrebbero andare allocati “…in siti più prossimi e vicini alla regione Lazio.” Parrebbe anche di capire che, come è consueta abitudine di questo governo regionale, il tutto stia avvenendo nel più assordante silenzio a danno di una chiarezza più che mai necessaria in un campo dove è solito regnare il malaffare di ogni genere che spesso si consuma a danno dell’ambiente e delle tasche dei cittadini.
Nel nostro territorio provinciale tre sono gli impianti pubblici in attività più uno privato. A Voi chiedo non solo di monitorare la situazione, affinchè non arrivino camions carichi di pattume di dubbia origine al solo scopo d’incassare facilmente denari, ma di verificare presso la regione Abruzzo il reale contenuto dell’accordo con la limitrofa regione Lazio ed indire una riunione dell’apposita commissione consiliare, alla presenza dei dirigenti dei tre consorzi pubblici operanti sul nostro territorio unitamente all’operatore privato, allo scopo di comprendere capacità e potenzialità di ogni impianto per l’accoglimento delle varie tipologie di rifiuto, delle capienze contenute negli impianti di stoccaggio, della possibilità di attivare ogni utile sinergia affinchè il rifiuto non sia solo un costo, che s’aggraverà con l’attivazione della TARES, ma diventi un utile risorsa che crei lavoro, occupazione e sviluppo. Le province, quali enti di coordinamento dello sviluppo di area vasta, avrebbero mantenuto questo ruolo anche con il contestato disegno di riordino messo in campo dal dimissionario governo presieduto dal Senatore Mario MONTI. Spero in una vostra condivisione ed una solerte convocazione della commissione consiliare”.
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