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Il commissario Udc Buracchio: "Stop allo smantellamento della rete ferroviaria"

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SAN SALVO. «Le Ferrovie dello Stato blocchino l’improvviso ed inatteso smantellamento della rete ferroviaria utilizzata dai convogli merci sulla linea di Vasto e riconsiderino la riorganizzazione prevista per l’intero comparto»: così Andrea Buracchio, commissario provinciale dell’Udc, interviene nella diatriba sollevata dal sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, in merito alle recenti decisioni prese dalla società ferroviaria sulla linea merci nel Vastese.
«Condivido pienamente – ha spiegato il commissario Buracchio – l’appello del sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, e del presidente di Confindustria Chieti, Paolo Primavera, e sono pronto ad affiancarli nella ferma richiesta all’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mario Moretti, e a tutto il Consiglio d’Amministrazione della società di riconsiderare una decisione che non farebbe che acuire la già grave situazione del settore manifatturiero dell’intero comparto di Vasto. La carta vincente dello sviluppo, a qualsiasi livello, sono le infrastrutture e i servizi logistici che possono essere posti al servizio delle imprese, ed una di queste è proprio una rete ferroviaria capillare ed efficiente: non capisco le motivazioni per cui le Ferrovie dello Stato sembrano aver cancellato dai loro programmi l’Abruzzo, prima tagliandolo fuori dallo sviluppo dell’Alta Velocità, ora smantellando uno degli impianti più importanti per le piccole e medie industrie del Vastese. Non si possono applicare le classiche logiche di mercato in un settore delicato come quello delle infrastrutture viarie, che costituiscono il volano essenziale per le imprese: per questo siamo pronti come partito, a tutti i livelli, a chiedere con la fermezza che il caso impone che il Consiglio di Amministrazione delle Ferrovie dello Stato ridiscuta dell’assetto della rete ferrata, sia per i passeggeri, sia soprattutto per le merci, evitando di penalizzare un territorio che già troppo ha sofferto per una ingiusta marginalizzazione. Chiederò anche ai vertici nazionali dell’Udc e al nuovo ministro dello Sviluppo Economico di appoggiare questa battaglia che non è fatta per campanilismo, ma a beneficio di un intero comparto economico e produttivo, che, se maggiormente penalizzato, rischia di scomparire, aumentando il tasso di disoccupazione e l’abbassamento drastico delle prospettive economiche per decine di migliaia di cittadini. Le infrastrutture sono beni pubblici, che vanno sottratte alle mere logiche dei numeri e dei profitti».
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