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Vivo dibattito al convegno “L’amicizia è ancora un valore?”.

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VASTO. Organizzato dall’Associazione “Amici degli Anziani” e dal Centro di Aggregazione Anziani “Michele Zaccardi”, con il Patrocinio del Comune di Vasto, si è svolta ieri  presso la Sala Convegni degli ex Palazzi Scolastici di Piazza Rossetti una interessante conferenza-dibattito sul tema “L’amicizia è ancora un valore?”.

Relatore è stato il giornalista prof. Luigi Medea, fondatore e segretario generale del Premio Nazionale “Histonium”, mentre ha svolto il ruolo di moderatrice la giornalista di TRSP Paola D’Adamo.

Dopo gli interventi dei due Presidenti dei sodalizi Angela Poli Molino e Franco Silla, ha preso la parola l’Assessore ai Servizi Sociali, dott. Antonio Spadaccini, che ha rivolto il saluto ai presenti, a nome dell’Amministrazione Comunale, esprimendo, poi, il suo apprezzamento per la felice unione nell’impegno organizzativo dell’Associazione “Amici degli Anziani” con il Centro di Aggregazione Anziani per realizzare un’iniziativa, volta ad approfondire un tema di grande rilevanza, qual è appunto quello sull’amicizia, nella nostra società, sempre più spesso segnata dall’egoismo e dall’utilitarismo.

Il prof. Medea ha iniziato la conferenza spiegando innanzitutto l’importanza del rapporto con l’altro (“Nessun uomo è un’isola”) e sottolineando che la vera relazione costruttiva “non è quella in cui si tende ad ignorare o ad appiattire le differenze, ma piuttosto quella che si sviluppa da soggetto a soggetto e che consente a ciascuno di valorizzare la propria singolarità personale, perché se non c’è reciprocità non c’è arricchimento, ma solo plagio di coscienza e dominazione dell’uomo sull’uomo”.

Scendendo nella particolarità del tema il prof. Medea ha cercato di rispondere alla domanda: “Che cosa è l’amicizia?”, approfondendone la definizione, l’approccio dal punto di vista oggettivo e soggettivo, gli elementi che emergono dagli studi di alcuni filosofi e scrittori dell’antichità (in particolare Aristotele, per il quale “l’amicizia non è un optional, ma un’esigenza profonda dell’essere umano” e Cicerone, che vede l’amicizia “come una forma d’amore e frutto di affinità elettive”), l’identificazione di quello che è esclusivo dell’amicizia (rilevata attraverso il confronto con un’altra forma di reciprocità: l’innamoramento, attraverso alcune suggestive interpretazioni del noto sociologo Francesco Alberoni).

Il relatore è passato, quindi, ad indicare lo sviluppo sul tema dell’amicizia presente nella Bibbia, nell’insegnamento di Gesù e nel magistero della Chiesa, per completarne l’arricchimento valoriale con alcuni richiami letterari (“Narciso e Boccadoro” di Hesse, “L’amico ritrovato” di Fred Uhlman, le riflessioni del poeta libanese Kalil Gibran, alcune liriche inviate al Premio Histonium).

A questo punto il prof. Medea ha cercato di spiegare se esista o no ancora l’amicizia nel mondo contemporaneo, sottolineando che “se ad una prima osservazione sembrerebbe di no, perché nella società di oggi, dominata soprattutto dall’utile economico, dalla competizione per il potere, dalla raccomandazione, c’è ben poco spazio per i rapporti personali sinceri, in realtà l’amicizia continua ad essere una componente essenziale della nostra vita”.

Ma affinché l’amicizia sia vera e duratura è necessario conoscerne le regole principali e rispettarle scrupolosamente. Esse sono: l’autenticità, la sincerità, l’umiltà, la pazienza e la generosità. “Solo inserendo giorno per giorno nell’amicizia questi ingredienti, – ha concluso il prof. Medea –  è possibile dare a questo sentimento interpersonale gusto e ricchezza di valori”.

E’ seguito un ampio dibattito, con il racconto anche di personali esperienze da parte dei presenti.

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