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"Tanto c’è tempo!" l’affermazione che detta i ritmi dell’amministrazione Lapenna

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VASTO. “Tanto c’è tempo” eppure nulla si muove all’interno della compagine che dovrebbe assicurare programmi, esecuzione degli stessi, proiezione verso il futuro, interventi per la prossima estate e Dio sa quanto altro alla città di Vasto.

Il 25 aprile scorso, primo giorno festivo di una primavera che decolla a stento, numerosi turisti hanno rimarcato quale sia il degrado e l’abbandono in cui versa la passeggiata della riviera che dovrebbe ammiccare, tirata a lucido per accattivarsi il ritorno e le presenze di quanti l’hanno assaggiata tra Pasqua ed il primo maggio. Ma forse l’immagine della marina è quella di una amministrazione che pensa: “tanto c’è tempo” e non è solo il sindaco Lapenna famosissimo temporeggiatore in bilico tra tatticismi dilatori e una costituzionale indecisione a tirarla in lungo.

Sono tutte le forze presente in consiglio comunale ad essere colpevoli della paralisi del Comune, ognuna con la complicità e con la inconsapevolezza dell’altra, come i passeggeri “colpevoli” di assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie. Il vice sindaco Spadaccini che è assessore senza consiglieri, Giustizia Sociale che non è più nella coalizione di centrosinistra, Sel che potrebbe non più essere alleato del Pd, il Pd che non è più alleato di se stesso.

Le stampelle Fli e Udc che dovrebbero fornire un sostegno esterno ma che invece le stampelle le usano dopo le batoste delle ultime elezioni politiche, il Pdl sornione come Prospero che pensa solo a ritornare in consiglio regionale e Desiati, Grande sud che fa un’opposizione di scuola, proprio perché deve in un baillame di gossip riguardante la maggioranza e che non gli presta attenzione. Il sindaco da ultimo temporeggia, come detto, sapendo che le forze politiche presenti in consiglio sono talmente impantanate da non poter offrire indicazioni e fa di questo il suo alibi ormai da così tanto tempo da non reggere più.

Lo steccato da superare ora è l’approvazione del conto consuntivo, uno dei pochi atti su cui anche costituzionalmente una maggioranza può tornare a casa perché è il suggello di un anno di attività politico-amministrativa cui dovrebbero assicurare il voto a prescindere delle mutate condizioni politiche, per coerenza, tutti coloro che hanno collaborato agli atti di quel conto consuntivo che rischia, a Vasto di essere approvato da coloro che vi si sono opposti e rigettato da coloro che ne sono stati interpreti ed artefici.

Proprio questo fatto probabile quando paradossale è screditante per tutta la classe politica vastese, dovrebbe indurre il sindaco Lapenna è lui solo ad indicare quale sia la maggioranza all’interno del Comune di Vasto, obbligando ciascuno all’assunzione delle proprie responsabilità, senza tatticismi, gli infingimenti e le perdite di tempo che ormai non appassionano più, nemmeno le chiacchiere da bar, tanto sono reiterate e stantie.

Il giorno dell’esame del  consuntivo i cittadini vogliono sapere se hanno una maggioranza stabile che amministri o una maggioranza variabile che vivacchia per mantenere in vita se stessa o una seria assunzione di responsabilità che mandi tutti a casa ed  i vastesi a scegliere qualcosa, si spera, di diverso.

paoladadamo@vastoweb.com

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