vastoweb.com - Portale di informazione su Vasto e Abruzzo. Commercio, Servizi, Turismo.

I dipendenti del COTIR rispondono a Febbo

Più informazioni su

VASTO. I dipendenti del Cotir rispondono alle affermazioni, a loro detta provocatorie, dell’Assessore Mauro Febbo:
“La risposta dell’Assessore Febbo al consigliere Caramanico, ossia che lui preferisce azioni concrete e che sbloccando la delibera n.145 riesce a chiudere il 2012 ed a pagare gli emolumenti arretrati non tranquillizza gli addetti ai lavori (i dipendenti e le organizzazioni sindacali). Vi è, infatti, una situazione pregressa di 11 mensilità di stipendi arretrati  a cui far fronte, oltre alla liquidità necessaria ad anticipare le spese per la realizzazione dei progetti finanziati. I soldi stanziati con la delibera n.145 non sono sufficienti per le esigenze descritte e l’Assessore lo sa benissimo perché è stato adeguatamente informato. Se e quando le risorse arriveranno, queste non consentiranno di coprire tutti gli emolumenti arretrati ma solo una piccola parte, così che i lavoratori saranno costretti a portare avanti le attività, tra cui anche quelle del PSR tanto esaltate dall’assessore Febbo, attraverso l’indebitamento personale. Il COTIR, infatti, continua ad essere operativo ed attivo grazie alla serietà dei dipendenti che, attraverso il loro indebitamento personale, stanno di fatto finanziando la ricerca e le attività e possono essere considerati a tutti gli effetti soci finanziatori del Centro. Inoltre l’Assessore dovrebbe spiegare all’opinione pubblica cosa intende quando afferma che i Centri di Ricerca devono camminare con le proprie gambe ben sapendo, perché gli è stato più volte spiegato, che i progetti, anche quelli finanziati al 100% comportano l’anticipazione di un parte dei costi da parte del beneficiario, in quanto l’erogazione del finanziamento è subordinata alla dimostrazione dell’avvenuto pagamento delle spese sostenute. Inoltre, gli oneri relativi ad altri costi per il funzionamento e per gli Organi consortili (tra cui CdA e Collegio dei Revisori) non vengono finanziati per intero e tantomeno è possibile recuperarli quando incidono notevolmente sui costi totali. Con quali risorse si provvede a questo? Il sostegno finanziario della Regione, previsto nella Convenzione bilaterale Regione_Abruzzo – COTIR del 1996, non può essere cancellato ma va anzi assicurato e perfezionato da parte del Legislatore trovandone copertura sul bilancio regionale, nei modi e nei tempi necessari al buon funzionamento della ricerca portata avanti dal Centro. Ma, se i dipendenti continuano a finanziare le attività del COTIR indebitandosi personalmente, i 10 consiglieri del CdA, i 3 revisori dei conti ed i consulenti continuano, inesorabilmente a rimanere al loro posto ed a percepire le indennità (presidente e due vice presidenti), i gettoni di presenza oltre al rimborso spese. Ci chiediamo se nella condizione in cui versa il COTIR 1 poltrona per ogni 2 dipendenti sia in linea con la spending review tanto nominata dai nostri amministratori e referenti regionali. Il CdA del COTIR e la Giunta Regionale hanno dimostrato di non avere le capacità per gestire i Centri di Ricerca e dovrebbero trarne le dovute conseguenze politiche. L’Assessore Febbo non può continuare a svincolarsi dalle responsabilità nei confronti dei Centri di Ricerca insistendo sulla linea, impraticabile, dell’autofinanziamento al 100%. Non esistono in Italia e nel mondo centri di ricerca con finalità pubblica, quale il COTIR, che vivono esclusivamente di finanziamenti da parte di terzi e le ragioni le abbiamo già spiegate. Ricordiamo infine che i Poli di Innovazione realizzati e in corso di realizzazione, finanziati con fondi comunitari, e cofinanziati dalle imprese e degli Organismi di Ricerca tra cui il CO.T.IR., nonché l’accesso ai fondi PSR 1.2.4. per la ricerca, nel settore agricolo agroalimentare e forestale, a favore delle aziende, sono stati attuati grazie anche all’esistenza dei Centri di Ricerca Reg.li e con il contributo e le risorse (personale, attrezzature e strumentazioni scientifiche) messi a disposizione da parte dei Centri di ricerca regionali. Invece di trovare una soluzione per la piena funzionalità di queste strutture, gli amministratori del COTIR ancora una volta pensano di risolvere il problema mettendo in cassa integrazione i dipendenti, dimostrando di non aver piena contezza delle attività in essere  e dei meccanismi di rendicontazione dei progetti. Chiediamo al Cda del COTIR, all’assessore Febbo e all’intera classe politica regionale di reperire i fondi necessari per il cofinanziamento dei progetti di ricerca in essere e futuri altrimenti il loro è un parlare vuoto e strumentale. I dipendenti oltre a continuare il loro lavoro contrasteranno con tutti i mezzi a disposizione questa politica disfattista che ha ridotto alla fame i Centri di ricerca e li sta portando alla paralisi”.
redazione@vastoweb.com

Più informazioni su