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Nessuna tassa di soggiorno a Casalbordino: "Ci distinguiamo su territorio nazionale"

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CASALBORDINO. Il comune di Casalbordino, nonostante il regolamento approvato due anni fa, ha deciso di non applicare la tassa di soggiorno, al fine di incentivare le presenze turistiche in città. Il sindaco Remo Bello e l’assessore al turismo Vincenzo Cocchino sono soddisfatti della decisione presa: “Soluzione che dovrebbe distinguerci sul territorio regionale” affermano. 
Nel diritto italiano l’imposta di soggiorno, detta anche tassa di soggiorno, è un’imposta di carattere locale applicata a carico delle persone che alloggiano nelle strutture ricettive di territori.  La tassa, abolita nel 1991, è stata reintrodotta nella legislazione italiana nel 2011 [1]. Gli introiti di questa tassa sono destinati a finanziare interventi in materia di turismo e recupero di beni culturali e ambientali. 
“Il decreto prevede la facoltà per i comuni di istituire un’imposta di soggiorno a carico dei soggetti non residenti che alloggiano nelle strutture ricettive alberghiere e extra-alberghiere del proprio territorio, per turismo o per affari, stabilendone anche i limiti di attuazione. Ogni Comune delibera autonomamente sull’ammontare del contributo, le esenzioni e il periodo di applicazione nel proprio territorio, con modalità definite dal regolamento comunale. Al termine di ciascun soggiorno il turista versa il contributo al gestore della struttura ricettiva presso la quale ha pernottato, pagamento da non confondere con la quota di costo del pernottamento. L’albergatore provvede alla riscossione del contributo, rilasciandone regolare quietanza, e ne versa l’ammontare al Comune secondo le specifiche modalità previste dal regolamento applicativo. La non applicazione  della tassa dà un  piccolo respiro  alle strutture recettive locali che  risentono  della grave crisi” spiega Enzo Dossi.
tizianasmargiassi@vastoweb.com
 

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