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Omicidio Paganelli, il 21 maggio la sentenza. Il pm chiede 30 anni di reclusione

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VASTO. Nove mesi dopo il delitto è iniziato questa mattina il processo contro Vito Pagano, 28 anni, l’operaio accusato di avere ucciso con decine di coltellate Albina Paganelli, 68 anni. L’udienza iniziata alle 11 è terminata alle 16,30 con il rinvio del processo al 21 maggio per eventuali repliche. Le parti civili hanno chiesto un risarcimento di 250 mila euro a testa. La difesa (Clementina De Virgiliis e Fiorenzo Cieri) ha insistito sulla non imputabilità dell’accusato.
La vicenda: 14 agosto 2012. Albina Paganelli, 68 anni una pensionata di San Salvo viene uccisa con decine di coltellate nella sua casa. Vito Pagano arrestato poche ore dopo accusa prima un romeno e poi amico. Entrambi saranno scagionati. Lo hanno querelato per calunnia. I periti ritengono che Pagano la notte del delitto fosse in grado di intendere e di volere. “Dal giorno del delitto Vito è cambiato”, assicurano i difensori. Il giovane ha chiesto scusa alla famiglia Paganelli. Il dolore della figlia della pensionata è tuttavia ancora troppo forte per perdonare. La donna e gli zii questa mattina hanno presentato in aula la costituzione di parte civile. Il processo, rigorosamente a porte chiuse viene celebrato con il rito abbreviato. Non è semplice il compito degli avvocati Clementina De Virgiliis e Fiorenzo Cieri che tuttavia insistono sulla incapacità del loro assistito di capire quella notte  la gravita di quello che stava facendo. Fra 15 giorni il verdetto.   
paolacalvano@vastoweb.com

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