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La vittoria della juniores: Stivaletta e Delle Donne

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VASTO. Vince e meritatamente il campionato juniores la Vastese 1902 allenata da Michele Stivaletta. Un mister ben voluto dai ragazzi, che ha saputo inculcare loro le giuste motivazioni per arrivare alla vittoria finale. Preparato, laureato in Scienze dell’Educazione e con una seconda laurea in cantiere di Scienze Motorie, con esperienza già con i giovanissimi in Africa e con voglia di fare bene, affiancarsi ai più esperti del mestiere, senza sentirsi arrivato ma anzi ad un punto di partenza: “Soddisfazione per questo campionato vinto all’ultima partita, all’ultimo minuto contro una squadra forte sulla carta come il Cupello”. “Sicuramente è stato un finale che non mi sarie mai aspettato. L’impressione era quella che prima o poi avremmo segnato, visto che abbiamo colpito tre pali, una traversa e sbagliato un rigore e loro non ci hanno mai impensierito. Il tempo passava e il goal non arrivava e alla fine all’89’ è arrivata la liberazione. E’ un successo che non mi sarei mai aspettato nei modi in cui è arrivato. Crederci si, perchè quando inizi un avventura, il sogno c’è, non puoi non augurarti che arrivi primo, poi, durante il percorso, le cose magari cambiano ma c’ho sempre creduto così come i miei ragazzi”. “Hai pianto alla fine. Un pianto di gioia e anche di liberazione dalla tanta tensione accumulata durante l’anno. Hai preso questa squadra partendo da zero. Un gruppo formato in ritardo, con giocatori spesso selezionati da te sin dall’estate. Un gruppo che soprattutto hai dovuto motivare, perchè è nella testa il segreto della vittoria”. “Si, ricordiamo che è un campionato juniore regionale e mi sono trovato davanti a dei ragazzi, spesso, alla prima esperienza e prima di questa vittoria non avevano vinto nulla. L’arma in più era la comunicazione. Motivarli. Essendo il primo anno in cui allenavo ritengo che si faccia gavetta, si alleni per un lungo periodo per migliorarsi, formarsi e stare con gente migliore di te e allora riuscirai a diventare davvero un buon mister. Questi ragazzi per prima cosa sono tutto bravi ragazzi e abbiamo fatto cose semplici ma fatte bene, mi hanno ascoltato, e, inaspettatamente, è arrivato questo successo che rimarrà sempre nei ricordi nella mia vita”. “L’umiltà è un valore che hai sempre professato soprattutto cercando di inculcarla in questi ragazzi, cercando in loro l’amibizione di arrivare in alto. Un mister tante volte non deve curare semplicemente l’aspetto tecnico ma essere anche un buon “padre”, parlarci, conversare con chiarezza, motivare”. “L’umiltà è la cosa principale. Fa la squadra. Nel percorso dell’anno ci sono state tantissime problematiche e non ritengo di essere l’unico che ne ha avuti. Tutti li abbiamo ma la fase gestionale tra ragazzi che giocano in prima squadra, che arrivano alla juniores demotivati perchè la differenza è tanta, motivare chi non ha potuto giocare per altri problemi, solo l’unione, il gruppo ha fatto sì che volendosi bene si andasse bene. Un punto di forza”. “A voi nessuno ha regalato nulla fino all’ultima partita. Avete lottato sempre minuto dopo minuto addirrittura alcuni li hai dovuti reinventare in campo in un nuovo ruolo”. “Purtroppo non avendo avuto appoggi dai vari settori giovanili, mi sono trovato con i giocatori contati ad Agosto e ho dovuto cercare di reinvetarmi spesso i ruoli. Ad un certo punto anche il portiere era messo in discussione per diventare terzino poi non se n’è fatto più nulla ma sono contento che tra migliaia di difficoltà abbiamo vinto questo campionato ed è stato tutto più bello”. “Non hai vinto il campionato solo come mister della juniore ma anche con la prima squadra come allenatore in seconda. Per essere, così giovane, a questo livello è qualcosa di positivo aver vinto due campionati in un anno”. “Non me lo sarei mai aspettato. Ritengo che questo mi motivi ad incrementare ancora di più le mie conoscenze, formarmi. Sono pronto per la battaglia, per diventare allenatore visto che per ora non mi ritengo ancora tale a tutti gli effetti ma devo imparare e studiare ancora molto per migliorarmi”.
“Penso che la vera forza di questa vittoria sia stato il gruppo, perchè come dice il mister “di fenomeni non ce ne sono” e credo che sia meritato questo successo perchè siamo sempre stati primi in classifica tranne per 2-3 turni di campionato. Un campionato difficile, molto equilibrato, ci siamo ripresi con gli interessi quello che avevamo lasciato per strada dal momento che a Chieti la gioia è stata spezzata al quarto minuto di recupero. Ci siamo ricompattati e purtroppo abbiamo perso in casa 3 a 2, ma in settimana abbiamo mantenuto la giusta mentalità. Nulla era perso e credo che dopo aver preso 3 pali e 1 traversa, aver sbagliato il rigore e senza aver rischiato quasi niente, alla fine sia stato giusto così. Vincere un campionato è sempre bello, ma vincerlo con questa maglia, con i colori biancorossi che rappresentano una città, 111 anni di storia, è qualcosa di fantastico…Vincere all’ultimo minuto dell’ultima partita è un’emozione incredibile. Una gioia immensa che ci ripaga di tutti gli sforzi fatti dal 6 agosto. Ringrazio chi mi ha dato questa possibilità, e sopratutto quel gruppo che nel corso della stagione è diventato una seconda famiglia, un gruppo, una squadra che va al di là dei valori del calcio, un gruppo di persone meravigliose, che nei momenti difficili era sempre lì a sostenermi, ragazzi sempre disponibili che ci hanno creduto fino alla fine….grazie di cuore a tutti” dichiara sorridente il portiere Luca Delle Donne.
Tizianasmargiassi@vastoweb.com

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