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Convegno SOS…Dislessia chiude i lavori del progetto Comenius

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VASTO. Il convegno è organizzato dalla Nuova Direzione Didattica  di Vasto e si terrà  giovedì, nell’aula magna dell’ Istituto Superiore Statale “ Pantini-Pudente ” in via Conti Ricci. Con questo convegno si chiudono  i  lavori del Progetto Comenius che ha visto collaborare,  per due anni,  Spagna,  Portogallo e Irlanda  e Italia sul tema:   “Capire e supportare i bambini con sospetta dislessia”. 

L’iniziativa rivolta contemporaneamente al mondo della sanità, della scuola e delle famiglie, vuole essere una riflessione sugli strumenti e sulle modalità di aiuto agli studenti.In Italia la dislessia fino a qualche anno fa  era poco conosciuta,  si calcolava  il 3-4% della popolazione scolastica (fascia della Scuola Primaria e Secondaria di primo grado),  ma secondo le ultime rilevazioni del MIUR, gli studenti con DSA diagnosticati sono 70 mila, e le recenti ricerche scientifiche dimostrano che la percentuale della popolazione scolastica interessata è almeno il 5%.

Da quando è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale fortemente voluta  dall’AID (Associazione Italiana Dislessia) si parla tanto, ma in molte scuole si fa ancora molto poco perché la formazione dei docenti, prevista dagli articoli 4 e 7 della suddetta legge non è obbligatoria. 

Bisognerebbe formare tutti gli insegnanti e supportarli nella scuola come avviene negli altri paesi europei (la mera formazione non è sufficiente) gli insegnanti hanno spesso nella classe più di un alunno con disagi. L’avvocato Salvatore Nocera, esperto in disabilità, afferma che questo è  un punto debole della legge.

In passato c’era scarsa attenzione al problema sia da parte degli insegnanti sia da parte dei genitori lasciando  molti ragazzi  soli, che  si trovavano ad affrontare tredici lunghissimi anni di sofferenza,  vivendo  una serie di insuccessi  che  generavano scarsa autostima,  mancanza di fiducia nelle proprie possibilità, un’elevata demotivazione all’apprendimento e  manifestazioni emotivo-affettive particolari quali:  forte inibizione,  aggressività,  atteggiamenti istrionici di disturbo alla classe e, in alcuni casi, la depressione.

Alcuni di loro hanno avuto una diagnosi  tardiva  e nel frattempo sono stati  considerati dai loro genitori e dagli insegnanti come svogliati, pigri, e  addirittura, poco intelligenti, quindi oltre a sostenere il peso della propria incapacità, si sentivano anche responsabili e colpevoli.

La dislessia è una difficoltà che riguarda la capacità di leggere e scrivere in modo corrente e fluente. L’espressione inglese usata per denominare questo disturbo è “Learning Disabilities” (LD).

«La dislessia  precisa il prof. Stella, esperto di dislessia, è una patologia su base neurobiologica. Non si può andare a correggere un’area del cervello, però si può fare molto altro.
Si possono insegnare tecniche di lettura specifiche. Per esempio, insegnare  in modo graduale al bambino a leggere: parole prima senza doppie, poi senza accenti e così via,  non presentare i quattro carattere contemporaneamente».

paoladadamo@vastoweb.com

 

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