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Giuseppe Forte e Nicola Della Gatta assenti all'assemblea del PD

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VASTO. Sabato scorso si è tenuta presso il Gulliver Center di Vasto l’assemblea del Partito Democratico. All’incontro hanno preso parte tesserati, simpatizzanti ed il segretario cittadino del partito Antonio Del Casale, il sottosegretario Giovanni Legnini, l’Onorevole Maria Amato, il segretario regionale Silvio Paolucci ed il segretario provinciale Camillo Di Giuseppe.

Tra il pubblico seduti in prima fila il sindaco di Vasto Luciano Lapenna, il vicesindaco Vincenzo Sputore, gli assessori comunali Lina Marchesani e Nicola Tiberio. Hanno partecipato all’incontro anche il capogruppo del Pd Franceco Menna ed il renziano Domenico Molino. Assenti invece Giuseppe Forte e il vicesegretario del partito cittadino Nicola Della Gatta.

Il primo intervento è stato quello del segretario cittadino Antonio Del Casale, che ha sottolineato che il partito deve tornare a riconquistare la Regione. Del Casale inoltre ha spiegato che non ha capito perché nell’ultimo consiglio comunale al momento del voto, il renziano Domenico Molino è uscito dall’aula. L’ex assessore, Molino ha spiegato “Sono  uscito dall’aula consiliare durante l’ approvazione del bilancio poiché la crisi politica non era chiusa dopo l’intervento di Marcello, e la  maggioranza non c’era più.”.

Il  primo a prendere la parola dopo Del Casale è stato il Professor Aloè. “Sono venuto –ha detto- perché questo è ancora il mio partito, mi sono chiesto se rinnovare la tessera. Dipenderà da quello che si vorrà fare. La responsabilità di ciò che è accaduto non è solo di Bersani, ma di tutto l’entourage. Trovo paradossale –ha concluso- che l’allenatore di una grande squadra ha grandi giocatori e li tiene in panchina”. E’ seguito poi l’intervento di Patrizio Lapenna. “Non mi scandalizza che siamo alleati con il centrodestra. Ora bisogna capire cosa stiamo a fare al Governo. C’è un gioco al massacro”.

L’intervento dell’Ingegnere Pracilio ha evidenziato come il partito democratico abbia perso punti percentuali. “Ci siamo fatti prendere  -ha detto Pracilio- a pesci in faccia da Grillo. Mi sono sempre schierato a favore di questo Governo. Non ancora ho avuto modo di giudicarlo perché non ancora fa niente”.

La maggiore delusione è stata espressa da Nicola Iarussi . “Voglio sapere –ha detto- i nomi di quei parlamentari che hanno affossato Prodi dopo un’assemblea che aveva deciso di votarlo. Chiedo –ha concluso- di non essere più convocato. Il mio rapporto con il Pd è finito se non verranno date delle risposte.

“Il segretario regionale Silvio Paolucci ha sottolineato invece come le primarie non garantiscono un confronto politico sulle idee, ma rappresentano solo la conta tra correnti e fazioni”.

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