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De profundis per la Val Sinello. L'area industriale chiude per crisi

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VASTO. La Val Sinello sta morendo. Secondo qualcuno il progetto di riconversione della Golden Lady è fallito al 50 per cento. E per quella percetuale di lavoratori licenziati per due volte in un anno sono in tanti a chiedere domani un minuto di silenzio. La scelta del giorno non è casuale: il 29 maggio la politicia abruzzese festeggiava e brindava per il successo della riconversione della Golden Lady.
“Forse a Basciano è stato così. A Gissi no”, afferma Camillo D’Amico. L’esponente del Pd chiede a tutti i colleghi che insieme a lui hano combattuto per la Golden Lady di dare vita ad un fronte trasversale in difesa della vallata e dell’occupazione del Vastese. “Non importa il colore politico nè il partito. Lottiamo per la sopravvivenza dell’economia del Vastese tutti insieme”, è l’appello di D’Amico. “Il Chietino non è la periferia d’Abruzzo. Vale tanto quanto il Teramano”. 
La situazione nel Vastese in effetti è drammatica. Da mesi i sindacati lanciano sos. “Cisl, Cgil e Uil da almeno due anni abbiamo paventato la desertificazione della zona industriale di Gissi invocando strade e servizi”, ricorda Primiano Biscotti (Cisl). “La politica ha ignorato i sindacati. Le aziende stanno fuggendo. La Val Sinello in queste condizioni non interessa più nessuno”. Una dichiarazione quella di Biscotti che fa il paio con il comunicato diffuso qualche settimana fa da Giuseppe Rucci, segretario provinciale della Cgil. “La precarietà è in crescita”, denuncia Rucci. “Cresce la disoccupazione giovanile. Le difficoltà sono così tante che si ha la sensazione di essere stati lasciati soli”, è l’amara considerazione del sindacalista. “La riconversione della Golden Lady è un triste capitolo e si aggiungono ai 6 licenziamenti della Arkema, e alla crisi del Pantalonificio D’Abruzzo e al fallimento del gruppo Valsinello. L’epilogo della vicenda del gruppo Valsinello è la pagina più amara. Il paventato ridimensionamento dello scalo ferroviario è indirettamente un ulteriore durissimo colpo per il territorio, le aziende e i lavoratori” ripete Rucci. E intanto a Vasto i sindacati cercano disperatamente una ciambella di salvataggio per salvare la Sider Vasto.
Questo l’intervento integrale di Camillo D’Amico: “E’ trascorso appena un anno da quando fu firmato l’accordo per la riconversione dello stabilimento ex “Golden Lady” di Gissi. Pareva fosse un risultato eccezionale tanto che vi fu la gara, tra i sottoscrittori istituzionali di Provincia di Chieti e regione Abruzzo, ad occupare ogni spazio mediatico possibile, fare passerella dentro lo stabilimento al cospetto delle maestranze, elargire promesse ed impegni di ogni tipo, affiggere manifesti su tutto il vastese per “gridare” a tutti di “…aver salvato 370 posti di lavoro(?)”. Noi non c’eravamo nelle trattative, siamo sempre stati tenuti ai margini pur avendo dichiarato la nostra più totale disponibilità ad esercitare sino in fondo ogni utile iniziativa perché il risultato paventato s’avverasse veramente. Abbiamo sempre avuto un atteggiamento serio, sobrio e responsabile facendo la nostra parte quando siamo stati chiamati e coinvolti. Abbiamo rimproverato qualche nostro “amico” quando  ha tentato solitarie fughe in avanti per  di metterci il cappello al solo scopo di fare della mera propaganda personale dispensando sogni che non avevano possibilità di realizzazione. La storia ha avuto un epilogo triste e diverso con una ditta (New Trade) ormai completamente al di sotto dell’organico necessario per avere anche la rappresentanza sindacale, un’altra (Silda Invest) che lavora a singhiozzo senza aver potuto continuare ad utilizzare la formazione on the job non riautorizzata dal Ministero del Lavoro che però lo sta consentendo alla Fiat a Pomigliano d’Arco; questa stessa ditta, con ben altro dinamismo, sta procedendo alla totale rioccupazione delle maestranze dello stabilimento ex Golden Lady di Basciano (Te).  Quando poi certa politica regionale vuole dei risultati, soprattutto se è nel Teramano, questi arrivano!!! Nel frattempo dei finanziamenti per le infrastrutture nulla si è visto, degli impegni assunti per favorire la totale rioccupazione delle maestranze niente, della tanto decantata “area di crisi” si sono perse tracce e disponibilità finanziarie. L’area industriale si desertifica sempre di più nel più totale silenzio delle istituzioni Provinciale e Regionale lasciando sole le organizzazioni sindacali, lavoratori e loro famiglie. La situazione che si sta materializzando in Valsinello è lo specchio della situazione più generale dell’intero vastese.  In situazioni simili bisogna fare squadra in maniera plurale e generosa ponendo a sistema i virtuosismi di ogni soggetto sociale, sindacale, padronale, istituzionale. Chiediamo al Presidente della Provincia di Chieti d’indire al più presto un tavolo di analisi e proposte per le criticità occupazionali del vastese prima che questo territorio muoia.”
paolacalvano@vastoweb.com

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