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L’assalto materiale al portavalori è tutto pugliese. Lo dicono i Ris

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VASTO. L’avvocato Antonello Cerella non commenta ma è soddisfatto. Non ci sono tracce ematiche, nè saliva appartenenti a Simone De Gregorio, 32 anni e Costantino Surace, 41 anni, entrambi di San Salvo, sul materiale sequestrato dalla polizia e dai carabinieri dopo l’assalto armato e la rapina da 600 mila euro al portavalori della società Aquila il 14 dicembre 2012 sulla A14. La posizione dei due abruzzesi arrestati poche ore dopo il colpo si alleggerisce di molto, così come quella di altri indagati. In base ai riscontri scientifici eseguiti del reparto investigativo dei carabinieri di Tor Vergata, gli esecutori materiali del raid armato furono una decina. 
E’ quanto emerso ieri mattina in tribunale nel corso dell’udienza di incidente probatorio. La perizia dei Ris eseguita sulle cicche di sigarette, gli indumenti, tre fucili a pompa, un kalashnikov, 40 munizioni, guanti, chiodi a 5 punte e passamontagna è stata rimessa nelle mani dei sostituti procuratori Enrica Medori e Giancarlo Ciani ai quali spetterà a questo punto prendere le decisioni che riterranno più opportune. Le indagini sulla rapina sono state condotte dal servizio centrale della polizia (Sco) di Roma. Per i due sansalvesi accusati di rapina in concorso, tentato omicidio dei vigilantes, porto abusivo di armi da guerra, incendio doloso di auto e favoreggiamento i risultati delle indagini dei Ris sono un punto a favore. Il loro difensore, l’avvocato Antonello Cerella è soddisfatto ma per il momento preferisce tacere.   Paola Calvano (paolacalvano@vastoweb.com) 

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