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A casta subentra casta basta "saperci fare"

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VASTO. Si riunisce domani a Pescara il comitato Pro Renzi ed è un altro degli atti preliminari in attesa delle regionali. Per un comitato che accoglie in questi giorni nella città di Vasto anche l’ex consigliere, ex presidente del Coasiv, Fabio Giangiacomo, che si presuppone all’epoca delle primarie del 2012, fosse schierato con Bersani.

Insomma una presa di posizione che va ad infoltire le fila del rottamatore , con il sospetto, che accompagna sempre di più la compagine renziana, che voglia sostituire un sistema di potere con un altro sistema di potere.

Lodevole ci pare il fatto che sostituire una classe dirigente nei fatti e nei risultati superata, sia stato il tentativo del sindaco di Firenze, che ha dimenticato tuttavia di rimarcare, ben chiaro, che gli obiettivi della “nuova casta” siano quelli di eliminare i privilegi della casta stessa.

Travolti da problemi finanziari, dalla disoccupazione e da tutti gli accidenti che incombono sul paese con gravità palpabili, non sentiamo più parlare, l’innovatore Renzi di: riduzione del numero dei parlamentari, eliminazione del finanziamento pubblico ai partiti, eliminazione del finanziamento pubblico all’editoria, riduzione degli emolumenti e delle pensioni ai parlamentari, consiglieri regionali, etc, eliminazione della doppia carica elettiva, limitazione a due mandati di qualsiasi incarico pubblico ricoperto.

Cose che stanno a cuore moltissimo ai cittadini che stentano ad arrivare a fine mese. L’esempio a dire il vero, l’aveva momentaneamente dato il Movimento Cinque Stelle, ma risulta che dei privilegi retributivi si parli sempre meno anche in termini di rendicontazione e che alcuni parlamentari abruzzesi abbiano trattenuto molto più dei 2500 euro promessi ad inizio legislatura, che abbiano utilizzato tutti i fondi per l’assunzione di collaboratori in termini clientelari entrando di fatto a far parte di quella casta la cui eliminazione aveva fatto le fortune elettorali del Movimento.

Vero è che anche negli altri partiti degli eletti abruzzesi e locali poco si ha di rendicontato, e oscuro o ignoto sia il novero e la retribuzione dei collaboratori. Che pure sta tanto a cuore ai potenziali elettori in cerca di lavoro per sé o per i propri figli, potenziali appunto perché a votare ci vanno sempre di meno.

In questi giorni in città si favoleggia di richieste per la futura campagna elettorale alle regionali di contributi di 150-200 mila euro, il fabbisogno per far vivere una famiglia, modestamente ma dignitosamente per dieci anni, con la promessa di rappresentare con competenza ed abilità il (facoltoso) imprenditore che dovrebbe rendersi protagonista della dazione. se queste sono le premesse, nonostante la condizione in cui versa il paese, bisogna, “saperci fare” , una volta raggiunta la carica ambita per recuperare l’investimento iniziale e rappresentare, non tutti i cittadini, ma soprattutto se non solo e soltanto chi ti ha finanziato. 

E’ naturale che ai cittadini, sempre meno potenziali elettori deve rodere parecchio il fegato soprattutto se nel frattempo aumenterà l’Iva e gli eletti continueranno a percepire decine e decine di migliaia di euro mensili senza sopportare nemmeno l’ombra di uno dei tanti sacrifici che richiedono agli italiani.

Paola D’Adamo  paoladadamo@vastoweb.com

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