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Bisogni dei cani: "Immonda la inciviltà dei proprietari"

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VASTO. Avere un cane significa anche fare attenzione alla sua pulizia oltre che al suo benessere e quando lo si porta a fare passeggiate rispettare le norme del vivere civile, portando con sè sacchetti e paletta per raccogliere i bisogni dell’animale. Sempre più lettere arrivano in redazione contestando l’inciviltà dei cittadini di Vasto che spesso rende non percorribili a piedi le strade urbane. La lettera pervenuta in serata da un lettore:
“È una cosa immonda pensare che nel duemilatredici, in una città dicasi “turistica” come Vasto o dove per lo meno molti privati tentano di darle un tocco turistico, esista ancora tanta inciviltà. In primo luogo i “proprietari” dei cani. Si, “proprietari” e non gli “amici”. Portano a spasso i loro simpatici e coccolosi animali domestici ma con grande inciviltà. L’inseparabile cagnolino, “fa il bisogno”, e li resta! Fermo e immobile, come arredo urbano. Allo stesso modo l’amministrazione che ha un occhio per nulla attento, anzi assente al decoro delle nostre strade: dalle aiuole incolte in ogni angolo ai marciapiedi sporchi di escrementi di animali. La passeggiata si trasforma in uno slalom. Bisogna fare qualcosa, e come sempre, vista l’abbondante mancanza di senso civico, credo che sia opportuno che almeno l’amministrazione prenda provvedimenti nei confronti di chi abbandona le feci dei propri animali sul bordo di un marciapiede. Gente, cittadini stanchi di scrivere cartelli (vedi foto) e i padroni continuano indisturbati. E non è randagismo! Nei comuni vicino per esempio piovono grosse multe su chi si permette di lasciare lì il bisogno del suo animale di compagnia. A Castelmauro è il sindaco addirittura che scrive una lettera ai cittadini (riportata di seguito). In questo caso è un cittadino che scrive poche righe al Sindaco e a tutte le persone incivili che non sanno che il cane da solo non può pulire: Strunz ch’ arravugliat’ staj n’goppa a nu marciapiede dint a na sfera e sole
Nù muscuglione t’ gir attuorn’ e t’ canta na ninna nanna e tu t’adduorm Strunz
(Salvatore di Giacomo)”scrive Francesco. Tiziana%20Smargiassi%20(tizianasmargiassi@vastoweb.com)

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