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Orti sociali. Una proposta all'Amministrazione comunale

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VASTO. Partita da oltre un secolo come fenomeno spontaneo nelle metropoli dell’Europa settentrionale, la pratica degli orti sociali (o orti urbani) si è andata ormai affermando su scala nazionale anche in Italia, tanto da essere recepita nella normativa statale , in molte legislazioni regionali (tra cui quella abruzzese ), nonché da innumerevoli comuni sparsi per tutta la penisola.
Si tratta in effetti di una pratica buona in sé: che dei privati cittadini si occupino, a scopo di autoconsumo, di mettera a coltura dei piccoli appezzamenti di terreno prima lasciati incolti e non rivendicati da nessuno è cosa che non solo non danneggia, ma che anzi presenta un’utilità sociale evidente.

A Vasto, com’è noto, l’associazione Vasto Libera sta conducendo ormai da due anni per proprio conto questo esperimento. Un privato (il presidente dell’Associazione, Carlo Centorami) ha spontaneamente offerto degli appezzamenti di 50 mq circa di terreno, provvisti di tutti i requisiti del caso, a disposizione di chiunque volesse impiantarvi una sua piccola coltivazione. L’iniziativa sta riscuotendo un ottimo successo.

Crediamo che il Comune di Vasto, come –lo ripetiamo- già hanno fatto innumerevoli altre amministrazioni comunali sparse per tutta la penisola, potrebbe riprenderla e riproporla su scala maggiore. Nel patrimonio comunale non mancano certo i terreni incolti che, con poca o nessuna spesa per la pubblica amministrazione, potrebbero essere messi a disposizione dei cittadini interessati.

Chiediamo dunque un incontro con l’Assessore comunale al patrimonio Nicola Tiberio, per illustrare in ogni dettaglio la nostra proposta e per fornire ogni ulteriore integrazione in merito.

redazione@vastoweb.com

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