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Arpa: a rischio posti di lavoro e trasporto pubblico

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VASTO. Quarantadue milioni di debiti, sindacati in agitazione e l’azienda di trasporti Arpa sull’orlo del baratro. Situazione che potrebbe essere devastante sia sotto il punto di vista dei licenziamenti sia per tutti quei cittadini, anche vastesi, che si appoggiano giornalmente o saltuariamente al trasporto pubblico locale Arpa nel pescarese. 
L’accusa parte dal capogruppo del Pd alla regione, Camillo D’Alessandro e dal consigliere regionael Claudio Ruffini: ” Lo scorso anno Chiodi stesso e quest’anno Morra hanno approvato i bilanci di Arpa, in qualita’ di rappresentanti del socio regione Abruzzo, dunque consapevoli dei crediti vantati da Arpa, salvo poi nel bilancio di loro competenza, cioe’ quello della Regione, non prevedere le somme in bilancio. Dunque ci troviamo di fronte al paradosso: in qualita’ di socio Chiodi vota il bilancio che prevede crediti nei confronti della Regione, in qualita’ di presidente della Regione pero’ non riconosce quelle spettanza all’Arpa. A fronte della totale incertezza dei fondi – accusa D’Alessandro – Arpa ha ritenuto bene di acquistare 208 nuovi autobus per una spesa complessiva di circa 43 milioni di euro, che incide ogni anno tra ammortamenti e interessi per circa due milioni e mezzo di euro. Inoltre Arpa ha acquistato la nuova sede a L’Aquila con tanto di inaugurazione e taglio del nastro, ha acquistato con un leasing che prevede una rata da un milione di euro l’anno la nuova sede a Sulmona. Se quei crediti sono inesigibili – riprende D’Alessandro – in assenza di intervento della Regione la societa’ Arpa va dritta verso il fallimento, con la conseguenza incalcolabile per i lavoratori e per il sistema del trasporto pubblico locale».
Alle polemiche di D’Alessandro seguono quelle incessanti dei sindacati sul piede di guerra da diversi mesi e ora prossimi allo sciopero che potrebbe riguardare tutta la Regione. Le segreterie regionali di Filt Cgil e Faisa Cisal hanno infatti deciso l’immediata attivazione dello stato di agitazione di tutto il personale Arpa e chiesto l’intervento del prefetto di Chieti prima di passare allo sciopero. I bilanci del 2012 hanno solo confermato quanto sottolineato dai sindacati. Arpa ha infatti chiuso il 2012 con una perdita di 5,3 milioni di euro. In due anni 10 milioni di euro con 42,6 solo con banche e fornitori attualmente. 
“E’ una vicenda che ha dello squallido. Sappiamo tutti delle vecchie gelosie e frizioni tra gli amministratori e dirigenti delle tre imprese regionali di trasporto che loro malgrado hanno dovuto dialogare per il progetto di realizzazione dell’azienda unica. ll discorso dei tanti milioni di crediti inesigibili nei confronti della Regione Abruzzo da parte di Arpa, pur in presenza di specifici riscontri nei bilanci aziendali approvati dalla stesso Ente Regione, sia maturato stranamente in ambienti Gtm, ovvero l’azienda che Arpa dovrebbe incorporare nel primo step o nella prima fase di fusione. Sono previsti una trentina di licenziamenti in subero tra Chieti e Distretti provinciali e la soppressione della bigliettaio sulla corsa Pescara-Roma, taglio di tutti i km non contribuiti, interventi sul nastro lavorativo dei dipendenti che dovrebbero lavorare su un impegno di oltre 12 ore al giorno. Tagli ai salari, personale e servizi mentre la società premia il personale Dirigente con Premio Risultato (Mbo) pari a migliaia di euro e indice concorsi interni non necessari. Qui si negano invece emolumenti del contratto nazionale del lavoro, la detassazione sul salario aziendale, il riconoscimento della massa vestiaria per il personale di manutenzione e tanto altro” spiegano le sigle sindacali inferocite.
“Le Regione e l’atteggiamento di Cirulli non contribuiscono all’Arpa 1.600.000 km all’incirca che da soli potrebbero coprire il buco del bilancio. Diciannove milioni che l’azienda deve riscuotere dalla Regione di cui 14,7 milioni a conguaglio dei contributi di esercizio per gli anno 2004/2013 e 3,6 milioni degli anni 1987/2003. servizi essenziali che dopo i tagli del 10% imposti dalla Legge Finanziaria Regionale 2011, furono ripristinati a causa delle condivisibili proteste dei sindaci delle città interessate ai suddetti tagli. Da tre anni questi 800mila km di servizi essenziali non sono contribuiti” spiegano ancora Rolandi e Lizzi.
La situazione è davvero delicata. In ballo tanti posti di lavoro e andrebbe toccato un settore, quello dei trasporti, che già mette in ginocchio spesso l’Abruzzo per i collegamenti interni e con le altre regioni italiane.  “Speriamo che le cose si possano risolvere. Abbiamo già diversi problemi noi vastesi a recarci fuori Regione e sopprimere altre corse sarebbe deleterio. Spesso ci appoggiamo ad Arpa per andare a Roma visto che facendo l’università a Pescara mi è più comodo partire direttamente da qui che non tornare a Vasto. Certo ci sono anche altri come Di Fonzo che erogano il servizio però, ripeto, siamo già “menomati” spesso come Regione in termini di trasporti, anche ferroviari, sarebbe un ulteriore brutto colpo dover perdere altre corse sia per il pescarese che per raggiungere Lazio e altre regioni adiacenti. Non si possono sempre togliere i servizi ai cittadini. Ma non solo. Sarebbe anche bruttissimo dover mandare a casa e licenziare tante persone in un periodo già delicato per l’economia come questo” afferma Giovanna, vastese studentessa universitaria. 
“Altri licenziamenti in vista. Sarebbe davvero un duro colpo oltre poi al fatto che qui, se non usiamo la macchina anche per colpa dei costi eccessivi della benzina e gasolio, rischiamo di dover rimanere tra le mura abruzzesi perchè ci sono sempre meno corse per andare fuori regione e questo è preoccupante. Già con i treni spesso siamo in difficoltà. Sembriamo una Regione il più delle volte solo di transizione, poche corse e dopo una certa ora il nulla. Così sarebbe ancora peggio. Spero che Arpa faccia qualcosa per risolvere queste situazioni” dichiara Nicola che da Vasto ha trovato lavoro come impiegato a Chieti. Tiziana Smargiassi (tizianasmargiassi@vastoweb.com)

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