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No ai tagli della Sanità nel nostro territorio. "La politica deve far sentire la propria voce"

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VASTO. Tagli ai servizi sanitari, ticket per esami diagnostici e visite specialistiche, attese ancora lunghe per ottenere le prestazioni: veri e propri ostacoli nell’accesso alle cure che mettono a rischio la salute dei cittadini, soprattutto dei più fragili. Scrive un infermiere: 
“Sono un  infermiere, lavoro da moltissimi anni nella sanità, prima a Roma, oggi in Abruzzo. Due realtà regionali apparentemente diverse ma con gli stessi problemi e le stesse difficoltà che i cittadini si trovano a vivere dal punto di vista dell’assistenza. Vorrei, attraverso queste mie brevi riflessioni, invitare l’On. Dott. Amato, il Senatore Dott. Castaldi, i Sindaci di San Salvo e Vasto e tutti i sindaci e consiglieri regionali e provinciali del vastese e dell’Alto e Medio vastese a riflettere sulla situazione e intervenire al più presto. Il mio auspicio è che in questa fase di grave crisi essi mettano da parte le appartenenze politiche e, per una volta, tutti uniti  facciano sentire la voce del territorio in difesa dei diritti dei malati e dei lavoratori delle  strutture sanitarie pubbliche e  convenzionate con il Sistema Sanitario. Uniti per dire: NO ai tagli alla sanità previsti dalla spending review  perché la sanità eroga assistenza ai malati e offre occupazione, e se oggi il sistema sanitario della nostra regione,  del nostro territorio è in crisi,  le colpe sono dovute alle scelte sbagliate della politica e al rigore e all’austerità adottate in questi anni. Oggi, i tagli al settore  sanitario stanno portando alla chiusura dei piccoli  ospedali, al taglio dei servizi sanitari nei piccoli comuni, all’accorpamento dei servizi, alla chiusura di alcuni reparti, eccetera. La politica dell’austerità si  è rilevata fallimentare e  sta solo generando gravi difficoltà ai malati, alle loro famiglie, ai cittadini e ai professionisti del settore. Questi sono alcuni dei motivi che hanno portato il personale sanitario a scioperare lunedì, per dire “NO” a tagli e accorpamenti voluti dalla Spending review, che come tutti sanno sta causando più problemi alla sanità di quanti non ne risolva. Mi auguro che l’On. Amato del PD, medico e gran conoscitore  del sistema sanitario insieme al Senatore Castaldi del Movimento Cinque Stelle e ai Consiglieri Regionali di Centro Destra On. Dott. Argirò,   Dott.Tagliente e  Dott. Prospero,  ai  sindaci del territorio e consiglieri provinciali, riescano a trovarsi intorno ad un tavolo  mettendo da parte le appartenenze politiche. Solo cosi possiamo  difendere la sanità sul nostro territorio.  Dunque si potrebbe, insieme alle  categoria dei lavoratori e delle strutture sanitarie convenzionate con il Sistema Sanitario,  ricercare le soluzioni idonee per tentare di far cessare immediatamente i tagli previsti per il 2013e 2014. Il nostro territorio ha già pagato un prezzo elevato, ricordiamo  la chiusura dell’ospedale di Gissi,  la riduzione di alcuni servizi sul territorio, l’accorpamento e i tagli di diversi posti letto nell’ospedali di Vasto e i tagli presso le strutture convenzionate con il Sistema Sanitario. Dunque il nostro territorio ha già  dato e pure molto, altri tagli creerebbero seri problemi agli ospedali, ai malati, al personale e alle strutture convenzionate. Inoltre rischierebbero di far chiudere centri di eccellenza e di far scappare altrove ottimi professionisti Tutto questo solo perché in questi anni la politica ha compiuto scelte sbagliate. Per questo chiedo che tutti i politici trovino  la forza di intervenire e far  cessare i tagli che penalizzerebbero ulteriormente la sanità del nostro territorio e colpirebbero  strutture che in questi anni hanno dimostrato competenza e  compiuto investimenti per creare dei veri poli di eccellenza. Prima di continuare a tagliare su servizi,  strutture, eccetera, sarebbe utile che si riflettesse attentamente su cosa è la malattia e cosa sta accadendo alla sanità. Basterebbe trascorrere un giorno nelle strutture del nostro territorio insieme ai malati, alle famiglie, ai medici, agli infermieri, guardando negli occhi la sofferenza per comprendere i bisogni dei malati, delle famiglie e del personale, e per rendersi conto che non si chiede la “LUNA”  ma semplicemente cure e assistenza, vicino ai propri familiari in buone strutture, chiedono di  poter eseguire senza attendere mesi semplici esami diagnostici o strumentali e là dove è necessario, ricevere cure riabilitative o assistenza domiciliare o geriatrica, ecco cosa chiedono i malati, le famiglie e i professionisti alla nostra classe politica locale. La politica deve far sentire la propria voce per far capire al Presidente che la “Sforbiciata” della Spending Review, sta generando  danni irreparabile soprattutto alle future generazioni. Bisogna far capire ai vertici della nostra sanità che  questa è  una legge che non mette a posto i conti della Sanità, così come era stata pensata, ma  sta causando la riduzione dei ricoveri e delle attività ambulatoriali, con ricadute importanti sui tempi d’attesa per i malati e  cittadini che devono effettuare esami diagnostici o strumentali”. Daniele Leone

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